Home » Meno di zero di Bret Easton Ellis

Recensione

Minimalismo americano allo stato puro, sia per contenuti che per sintassi. Descrizioni ridotte all’osso, zero o quasi ambientazione, solo l’essenziale. Scrittura fluida e lineare, periodi brevi e concisi. Nessuna edulcorazione di fatti, parole e concetti espressi. Realtà nuda e cruda. Semplice. Palese. Ovvia. Zero ipocrisia. Sesso, droga e soldi, la trade perfetta e maledetta che governa la Hollywood bene. Figli di genitori talmente ricchi, vuoti e annoiati, persi nei loro egoismi, che non trovano altro modo di darsi importanza se non facendosi in continuazione, spacciando e giocando a superare limiti dai quali poi è difficile tornare indietro. Ed è questo il Meno di zero del titolo. E’ il valore che viene dato a se stessi, alla propria e altrui vita, al futuro, alla dignità. E i genitori? Consapevoli, consenzienti e muti. Quando questo libro è uscito, nel 1985, ha fatto scalpore per il suo aver aperto il vaso di Pandora, per aver rivelato cosa davvero accade in certi ambienti. Oggi non scalfirebbe una virgola. Perché? Perché come i ragazzi protagonisti del romanzo, poco più che adolescenti, viviamo in una società “meno di zero”. Impregnata di apparenza. L’impressione mia, infatti, nel leggere questo breve romanzo è stata proprio questa: qualcosa che conosco già, una norma (per fortuna non di tutti). Prima questi “stili di vita, chiamiamoli così, erano tenuti nascosti in diversi modi (chi poteva con il denaro), oggi invece no. Sono più diffusi e avvengono alla luce del sole senza troppo clamore, come se fosse normale. Ma lo è, normale? Davvero? Consigliato per riflettere.

Trama

«Cos’è giusto? Se si vuole una cosa è giusto prendersela. Se si vuole fare una cosa è giusto farla.» Sesso facile, cocaina, feste sempre più trasgressive, auto di lusso, rock a tutto volume: a Los Angeles i giovanissimi che frequentano l’ambiente patinato degli studios cinematografici hanno tutto e non desiderano più niente. In un mondo illuminato dai bagliori spettrali dei videoclip e svuotato di ogni sentimento, Clay, Blair, Daniel e Julian, biondi e abbronzati, esplorano le pieghe infernali del «paradiso» californiano in un crescendo di immoralità e devastazione interiore che presto sconfina nell’orrore. Meno di zero è il ritratto disincantato dell’ultima «generazione perduta», il romanzo che ha catapultato Ellis sulla scena letteraria americana, diventando il libro culto della Mtv generation.

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