Home » Notturno islandese di Ragnar Jonasson

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Recensione

Non un giallo eccelso, ma di sicuro uno dei migliori che abbia letto nell’ultimo anno, anno e mezzo. Questo soprattutto perché la trama non è prevedibile, o per lo meno non si capisce dove l’autore vuole andare a parare già a metà libro. L’Islanda descritta è una terra fredda, a volte un po’ bigotta e isolata nella sua solitudine. La prosa di Jonasson è scorrevole e quasi colloquiale, e il protagonista ha un buon equilibrio tra la descrizione della sua vita privata, che lo fa entrare in empatia con il lettore, e il suo districarsi nella risoluzione del caso in questione. Diverse sono le sotto-trame che si intrecciano, anche molto bene, ma una in particolare rappresenta un surplus che non conferisce nulla al plot principale e non è funzionale ai fini  narrativi. Ad ogni modo, i diversi piani narrativi non appesantiscono la lettura, e nemmeno fanno finire il romanzo fuori rotta, ma contribuiscono, seppur in parte, alla chiusura del mistero. Le atmosfere artiche sono, infine, l’ideale cornice all’irrazionale e al contempo calcolata violenza raccontata. Bel giallo. E’ la prima volta che leggo questo autore e ho intenzione di recuperare altri suoi scritti. Spero non mi deluda.

 

 

 

Trama

Nel gelo della notte polare sferzata dal vento e dalla pioggia, Herjólfur, il nuovo ispettore capo della polizia di Siglufjörður, viene ucciso a sangue freddo in una casa abbandonata, alle porte della città. Per quale motivo si trovava lì a quell’ora, in un luogo su cui da anni circolano strane storie relative a crimini, antichi e nuovi? Ad affiancare Ari Þór nella caccia al colpevole arriva da Reykjavík anche Tómas, il suo vecchio superiore: la morte di un polizotto è una faccenda molto delicata, e a quanto pare, in quel piccolo centro di pescatori affacciato su un fiordo del Nord dell’Islanda, sono in tanti ad avere qualcosa da nascondere. L’inchiesta tocca la politica locale e si scontra con i boss del posto, che portano avanti i loro equivoci affari col tacito consenso di tutti. Passo dopo passo, viene alla luce anche una scia di soprusi e violenza che sembra attraversare l’intero paese, da sud a nord, oggi come nel passato.

 

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