Home » Il pozzo di Regina Ezera

20210521_101129

Recensione

Il pozzo narra la fragilità e la forza di una donna lettone che cerca di sopravvivere. A due figli piccoli, a una suocera tradizionalista dedita al lavoro fisico e fin troppo indulgente nei confronti del figlio alcolista finito in carcere per omicidio. A desideri e speranze intrappoliati da giornate sempre uguali in cui si è dovuta assumere tutti gli oneri della famiglia, compresi quelli del marito. Un marito debole, che altro non sa fare che ubriacarsi e chiedere pietà per i suoi peccati e che lei si accorge, man mano, di non amare più. A darle la giusta spinta, a convincerla a uscire dal suo guscio in cui ormai ci si era rassegnata, è un medico di Riga in vacanza sul lago dove la protagonista vive. Siamo negli anni ’70 e la vita, lì, scorre pacifica e tranquilla, in armonia. E’ un romanzo lento e delicato, ma che si legge e si fa leggere con molto gusto. E’ una lettura che rilassa e coinvolge. Lo stile dell’autirce è fluido e avvolgente, forse un po’ prolisso. Pensavo a questo libro come a qualcosa di diverso sinceramente, più movimentato, ma è stato comunque una piacevole sorpresa. Consigliato.

 

 

 

Trama

Nella quiete incantata di un lago della campagna baltica, durante un’estate dei primi anni Settanta, Rūdolfs, medico di Riga, assapora la sua vacanza solitaria. Costretto a chiedere in prestito una barca in un antico casale, vi trova una donna esile, scalza, in camicetta e pantaloni consunti, lo sguardo sfuggente e impenetrabile che a tratti tradisce una segreta inquietudine, i modi ritrosi che senza volerlo emanano una grazia ammaliante. È Laura, che lì vive con i suoi due bambini insieme alla suocera Alvīne e alla cognata Vija, in un gineceo percorso da tensioni sotterranee e tenere complicità nell’ingombrante assenza di Ričs, in carcere per un omicidio accidentale. Ričs il figlio ribelle di Alvīne, erede di una tragica saga famigliare che ha attraversato il passato nazista e il presente sovietico della Lettonia. Ričs il marito che Laura, nella distanza, ha scoperto di non amare, ma che attraverso la distanza la incatena al ruolo soffocante di moglie devota. Nel succedersi dei giorni e degli incontri apparentemente innocui intorno al lago, fra Rūdolfs e Laura nasce un’intesa di sguardi e di anime sempre più fremente, un bruciante desiderio di vicinanza che si nutre di silenzi carichi di attesa, piccoli gesti che parlano, mani che si sfiorano e per un attimo credono di potersi afferrare. Con una prosa vivida e raffinatissima, capace di rendere l’incanto di un istante e il potere evocativo di un dettaglio, Il pozzo racconta un mondo circondato dall’acqua e avvolto dai lunghi crepuscoli dell’estate nordica, una realtà fluida e sfumata come lo sono i rapporti umani e i paesaggi interiori in cui ci immerge, tra gli effetti più sottili della solitudine e del desiderio.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *