Home » La donna in bianco di Wilkie Collins

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Recensione

Wilkie Collins viene comunemente considerato del poliziesco inglese e ora, dopo aver letto La donna in bianco, capisco perché. Non è il classico (anche se di classico si parla) giallo in cui bisogna smascherare l’assassino di questo o quel personaggio, tutt’altro. L’intera vicenda si snoda sullo smascheramento di un’enorme truffa ai danni di due giovani quanto ingenue donne, costrette l’una a fuggire e l’altra a tener testa ad un uomo, il marito di quest’ultima, crudele e privo di scrupoli che nulla, nella sua piccolezza, può senza l’aiuto di un presuntuoso e pieno di sé conte italiano, affiliato a una non ben identificata “associazione segreta”, che sa tanto di mafia. Il romanzo è piacevole e scorre via veloce e senza intoppi; lo stile è semplice e incalzante, reso ancor più intrigante dalla coralità con cui viene sviluppato. Passo dopo passo il mistero si chiarisce grazie alle rivelazioni dei personaggi che parlano in prima persona. E’ un romanzo carismatico, interessante sotto diversi punti di vista. Consigliatissimo.

 

 

Trama

Pubblicato a puntate nel 1859-1860 sulla rivista «All the Year Round» diretta da Charles Dickens, La donna in bianco di Wilkie Collins suscitò grande entusiasmo e ammirazione nel pubblico, aprendo la strada a quella narrativa del mistero che in Inghilterra trovò le sue espressioni più ricche e significative. Incentrato sulla somiglianza e lo scambio di persona tra due affascinanti donne – la sventurata Anne Catherick, vestita sempre di bianco, e la bionda e ricca Laura – La donna in bianco ebbe analogo successo sia in America sia nel resto d’Europa. Henry James scriverà del libro e dell’autore: «Ha introdotto nel romanzo i più misteriosi dei misteri, i misteri che sono fuori della porta di casa nostra».

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