Home » Passione semplice di Annie Ernaux

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Recensione

Questo breve romanzo, poco più di 70 pagine, altro non è che un lungo, logorante, ossessionante e a tratti claustrofobico monologo sull’attesa inutile dell’amore e dei sentimenti non ricambiati di una donna nei confronti di un uomo. Una donna, come dice il titolo, passionale, innamorata di un uomo sposato che fa il bello e cattivo tempo come vuole; parte e non la contatta per giorni ma quando torna la vuole pronta a concedersi a lui senza remore, mentre lei langue in false aspettative e ingannevoli speranze; si lascia andare ai ricordi di momenti trascorsi insieme, di attimi fugaci che sa benissimo essere solo manifestazioni fulminee di un desiderio, quello dell’amore vero e incondizionato, che non si avvererà mai, almeno non con quell’uomo. E solo alla fine, forse, lei sembra capire e dare a se stessa la giusta importanza in quanto persona, in quanto donna, e non in quanto amante di A. Se devo essere onesta mi aspettavo qualcosa di più dalla Ernaux. E’ stata una lettura sfibrante, intensa ma stancante, e mi sono sentita poco coinvolta. Spero che con i prossimi scritti vada meglio.

 

 

Trama

Una donna e un uomo condividono un’intensa relazione clandestina. Lui, straniero, è sposato e inaccessibile. La avvisa con una telefonata ogni volta che gli si presenta l’occasione di passare del tempo insieme. Gli incontri che seguono sono brevi, con l’amore che si consuma in amplessi tormentati dal presentimento del distacco. Poi lei lo osserva rivestirsi e andare via e allora riprende, lì da dove si era interrotta, quell’attesa ossessiva: di lui, di una chiamata, del prossimo intreccio di corpi e desideri. Quando la storia finisce l’uomo e la donna smettono del tutto di sentirsi o vedersi. Restano, come marchi impressi nella carne, i segni del sesso, dell’amore, dell’attesa. Indizi di una passione semplice.

 

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