Lolita di Vladimir Nabokov

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Recensione

Ho scelto di leggere questo tanto discusso romanzo durante le festività natalizie per avere il tempo necessario, la calma e la concentrazione idonee a capire, analizzare, sminuzzare, se mi consentite il termine, quest’opera. Senza pressioni. Senza corse. Senza dover dividere la lettura in dieci minuti qua e dieci minuti là. Volevo avere modo di immergermi appieno nella storia, comprendere realmente i personaggi senza giudizi e preconcetti. E così è stato. Le mie considerazioni, tuttavia, non propendono nè dalla parte della ragazza nè dalla parte dell’adulto che l’ha sedotta e “rapita”. Entrambi i personaggi, da un mio personalissimo punto di vista, sono vittima e carnefice l’uno dell’altra, in un circolo vizioso che non ha mai fine e che porta con sè conseguenze non solo su Lolita, che comunque conosceva già il sesso prima dell’arrivo di Humbert, ma anche su Humbert stesso, consapevole e tuttavia convinto sostenitore dei suoi “errori”, alla continua ricerca di giustificazioni. La loro storia implica in Lolita un diverso modo di relazionarsi con gli altri, più cinico, approfittatore e menzognero, (o forse Lolita, di suo, era già così?). Non soffre mai, o poco o nulla, per la scomparsa della madre, non si ribella mai, se non nell’ultimo atto, al suo “predatore”, nonostante abbia continue occasioni per farlo, ma anzi, a volte sembra quasi che sfrutti il debole che quest’uomo nutre per lei e gli conceda di usare il suo corpo per ottenere ciò che vuole: soldi, abiti, riviste, fumetti. Dimostrando così due cose: o di possedere una maturità molto superiore alla sua età anagrafica o un molto sviluppato senso di sopravvivenza. Possibile che Lolita e Humbert si siano “sfruttati” a vicenda? Non lo so. I miei sono tutti ragionamenti basati sulla mia interpretazione, ma mi viene però da domandarmi come può un’opera tanto bella, artisticamente e letterariamente colma di spunti di riflessione, significati e passione, essere così moralmente discutibile. Moralmente inaccettabile. L’amore, il sesso, l’ossessione di un uomo adulto per una bambina: cose quotidiane, ordinarie, presenti nella società da tempi immemori, e in ogni cultura. Sta a noi lettori darne il peso giusto e trarne le dovute conclusioni. Lolita è un’opera grandiosa e sensazionale, nella sua potenza narrativa, ma non mi sento di darle il massimo dei voti perchè credo che non sia una lettura adatta a tutti.

 

 

Trama

La voce narrante è l’annoiato professore di letteratura francese Humbert Humbert, un quarantenne che per un caso fortuito incontra Dolores Haze (Lolita), una dodicenne smaliziata, ribelle e attraente che gli ricorda Annabelle, il suo primo amore adolescente, che non dimenticherà mai. L’attrazione per la giovane Haze spinge il Prof. Humbert a sposare la madre, Charlotte, che perde la vita in un incidente stradale, poco dopo il matrimonio. A questo punto Humbert ha Lolita tutta per sé e inizieranno a vagabondare per gli Stati Uniti passando da un motel all’altro. Sono seguiti da un uomo, Quilty, un commediografo conosciuto precedentemente. Durante un ricovero in Ospedale, Lolita fugge con quest’ultimo e Humbert perde le sue tracce per tre anni, ma nuove emozioni attendono il professor Humbert…

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