Home » Il rap spiegato ai bianchi di David Foster Wallace e Mark Costello

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Autore: David F. Wallace e Mark Costello
Genere: Narrativa
Prezzo: € 16,00
Prezzo ebook: € —
Data pubblicazione: Maggio 2019
232 pagine circa
Editore: Minimum Fax

Trama

David Foster Wallace è ritenuto la voce più originale e rilevante della letteratura americana degli ultimi vent’anni; è celebre per il suo romanzo-fiume Infinite Jest, i racconti e i reportage narrativi, ma è tutta da riscoprire questa sua opera giovanile, scritta a quattro mani con l’amico Mark Costello. È il 1989 e i due, studenti ad Harvard, bianchi, coltissimi e middle class, condividono una sorprendente quanto irresistibile attrazione per la musica rap, che è ormai uscita dai ghetti neri inaugurando la sua storia di strepitoso successo mainstream. Prendendo come nume tutelare il critico rock più irregolare e geniale di sempre, Lester Bangs, decidono di provare a spiegare il motivo di questa passione: fra ascolti compulsivi e imbarazzate incursioni nelle sale d’incisione e nei locali hip hop, danno vita a un’analisi personalissima, e tuttora convincente, sulla forza e le contraddizioni del rap, il primo genere musicale autenticamente postmoderno.

David Foster Wallace

David Foster Wallace è stato autore di romanzi (Infinite Jest, La scopa del sistema, Il re pallido), racconti (La ragazza dai capelli strani, Brevi interviste con uomini schifosi, Oblio) e volumi di saggi e reportage narrativi (Una cosa divertente che non farò mai più, Tennis, tv, trigonometria, tornado, Considera l’aragosta, Tutto, e di più e Il rap spiegato ai bianchi, scritto con Mark Costello). Minimum fax ha pubblicato anche Un antidoto contro la solitudine, una raccolta di interviste e conversazioni, e Come diventare se stessi, una lunga intervista a Wallace di David Lipsky da cui è stato tratto il film The End of the Tour (2015).

 

Mark Costello

All’epoca (l’estate del 1989) in cui lavoravano insieme alla monografia Il rap spiegato ai bianchi, così David Foster Wallace descriveva se stesso e l’ex compagno di università Mark Costello come «due residenti di Boston di razza bianca e sesso maschile: uno [Mark] nativo del luogo, l’altro [David] ripetutamente trapiantato; entrambi domiciliati a Somerbridge, un quartiere dai confini labili, etnicamente a maggioranza portoghese, al cui imborghesimento diamo entrambi il nostro contributo; figli di genitori entrambi lavoratori e tollerabilmente isterici; prodotti di quel genere di scuole in cui superi gli esami di ammissione grazie alle edizioni ridotte e condensate dei classici della letteratura. Mark è un procuratore legale che ama il jazz, il blues e il funk; David uno specializzando e aspirante disoccupato che guarda la tv invece di dormire. […] I nostri gusti e interessi musicali sono agli antipodi. Hanno trovato una convergenza quando lo stereo di D. è arrivato via dhl e abbiamo scoperto di condividere un entusiasmo imbarazzato, quasi furtivo, e decisamente bianco, per un certo genere di musica chiamato rap/hip-hop».

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