Home » Recensione Rifondata sulla bellezza di Emilio Casalini
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La bellezza salverà l’Italia.
E’ intorno a questa massima di Dostoevskij che ruota Rifondata sulla bellezza (Spino editore, pp. 208), l’opera prima di Emilio Casalini, giornalista padovano autore di numerose inchieste del famoso programma televisivo Report Rai 3.
Un po’ inchiesta giornalistica e un po’ diario di viaggio, il libro si propone come un’accurata analisi di tutti i difetti e di tutti i possibili ma non sfruttati pregi della nostra penisola mostrando e apportando diversi e oggettivi paragoni con gli Stati europei e non, come sarebbe semplice ed estremamente vantaggioso sfruttare a livello turistico le bellezze artistiche e culturali e le tradizioni che sono alla base della nostra storia ma di come, al contrario, le stiamo non solo ignorando e “maltrattando”, ma addirittura in certe occasioni, deturpando.
Un punto di vista interessante e coinvolgente, quello di usare il turismo come perno per risollevarsi dalla crisi e valorizzare la nostra cultura, affrontato in maniera semplice, spigliata e diretta, senza dimenticare quella vena di sarcasmo e di ridicolo paradosso tipico della mentalità, spesso comoda e superficiale, “all’italiana”.
Due, come accennavamo, i livelli di narrazione: da un lato, all’inizio di ogni capitolo, le esperienze e le descrizioni di luoghi, persone e culture che l’autore ha collezionato nei suoi viaggi, dalla Cina allo Zambia e dalla Cambogia all’Iraq, fino alla Germania e alla Francia; e dall’altro riflessioni, considerazioni, esplicazioni di dati e situazioni italiane paragonate alle realtà estere.
Se la prima parte di ciascun capitolo, dunque, vi emozionerà e incuriosirà, la seconda parte, quella più saggistica, vi lascerà a bocca aperta offrendovi numerosi spunti di riflessione. E’ vero, molte delle condizioni di degrado delle città, della loro errata gestione e dei comportamenti maleducati e menefreghisti dei cittadini italiani non sono una novità, ma trovarli scritti nero su bianco su un libro, a caratteri cubitali e senza filtri, può fare un certo effetto. Perché è vero il detto, almeno dalle mie parti, del tratta come vorresti essere trattato.
E’ uno scritto, questo di Casalini, un po’ fuori dal comune, ma che sicuramente fa riflettere su ciò che siamo e che potremmo fare per il paese, a cominciare dai piccoli, quotidiani gesti di civiltà, buon senso e buona educazione. Costa fatica ma almeno daremmo il buon esempio e dimostreremmo che non siamo quel paese di mafia-mandolino-polenta-lavoro come spesso siamo descritti da chi ci vede da fuori. Peggio dello stereotipo, infatti, c’è solo il pregiudizio.Cinzia Ceriani

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