Simone Caporale

Simone Caporale è nato il 24 Agosto 1990 a Genova, dove attualmente vive con la mia famiglia. Lavora come operatore logistico (OPL) per SicurItalia Società Servizi Fiduciari presso Fincantieri S.p.A.
Da sempre, fin da giovane, la passione per la lettura e la scrittura lo ha accompagnato in ogni fase personale e professionale della sua vita facendogli riempire intere pagine di storie, pensieri e parole, delle tante idee che gli frullavano in testa.
Nel tempo libero, invece, fa parte di una compagnia di rievocazione storica e saltuariamente partecipa a giochi di ruolo.

Parlaci un po’ di te, Simone. Com’è nata la tua passione per la scrittura e in particolare per il genere fantasy?

La mia passione per la scrittura credo sia nata all’età di 14 anni, prima mi limitavo solo a leggere vagonate di libri, dovresti vedere, camera mia ne è letteralmente piena. Per quanto riguarda invece il fantasy è una passione che ho da sempre, ma tutto è nato con la saga della Rowling.

Fin’ora hai scritto un romanzo destinato, però, a diventare il primo di una saga. Quanto c’è della tua vita e della tua personalità in ognuno dei personaggi?

C’è molto in loro di me, basti pensare a Ulfgar non è altro che il tipo di persona che vorrei essere, non che io sia una cattiva persona, ma vorrei essere più disponibile all’ascolto ed aperto nei confronti di tutti. Di Niatary mi piace la sua voglia di conoscenza, e anche io trovo molto importante comprendere meglio il passato per un futuro migliore.
Esthalion invece è il personaggio più verosimile che potevo aspettarmi, di lui mia piace la sua caparbietà e ha l’umiltà di capire dove sbaglia per cercare di rimediarsi dai propri errori.

Cosa ti hanno lasciato, artisticamente e umanamente ognuno dei tuoi personaggi, cosa ti hanno insegnato?

Ognuno di loro ha punti di forza e punti deboli. Ulfgar è molto gentile e premuroso con tutti ma questa gentilezza lo porta ad essere facilmente prevedibile e per chi gli vuole del male può essere un modo per sfruttarlo; Niatary invece è cosi presa dalla ricerca di conoscenza che risulta fredda anche con i suoi stessi amici a volte. Esthalion è la classica guardia del corpo, un mercenario scontroso e burbero ma anche lui ha lati nascosti.

Le Terre di Selnawar – il viaggio, di cosa parla?

Le Terre di Selnawar parla di un mondo creato da sette divinità che lo plasmano a loro immagine e somiglianza. Una delle sette divinità crea gli umani ma non li dota del libero arbitrio. Uno dei fratelli, il patrono di Ulfgar, andando contro il volere della sorella, glielo fornisce. Quest’ultima, risentita, progetta un modo per far sì che ritornino sotto il suo controllo, corrompe un uomo e da vita assieme a lui ad una razza nuova con cui potrà arrivare al suo obiettivo. Scoppia una guerra e le tre razze originali, elfi, nani e umani, subiscono ingenti perdite tanto che le prime due si ritirano e vivono isolate. La guerra viene vinta solo grazie all’intervento degli Zathali, una razza appositamente creata dagli Dei a protezione del mondo. Il male viene ricacciato indietro ma il prezzo è alto, tutta la conoscenza degli umani è andata perduta e i sacerdoti di Nume iniziano a far sì che gli altri Dei vengano dimenticati in favore di una visione monoteistica.
La storia si ambienterà secoli dopo, quando i tre protagonisti partono per raggiungere il regno elfico, ma scopriranno, durante il loro cammino, che il male non è del tutto sopito.

Un elfa, un sacerdote-guerriero e un maestro di spade sono i personaggi chiave del romanzo. Come sei riuscito a crearli senza il rischio di cadere nel banale, nello scontato, visto che si tratta di un fantasy?

Il mondo è nato da una mia ipotesi fantasiosa basata sul mondo attuale: e se le civiltà antiche avessero avuto ragione e ci sarebbero state più divinità a contendersi il mondo? La domanda diventa interessante se ci spingiamo oltre, e se il cristianesimo volesse far prevalere la visione monoteistica con tutti i mezzi possibili? Beh, ecco, da queste due ipotesi fantasiose è nato il mondo de Le Terre di Selnawar.

La soddisfazione più grande che hai ricevuto dopo la pubblicazione del libro?

La mia soddisfazione più grande? Beh, il realizzarsi di un sogno, ho così tanti autori affermati sulle mie librerie e avere il mio primo libro tra di essi è una soddisfazione immensa.

So che stai già lavorando al secondo libro. Indiscrezioni, anticipazioni?

Beh innanzitutto il titolo, che sarà La Stele di Cain. Poi… ci saranno delle sorprese, i personaggi andranno incontro ad avventure ed esperienze, non solo relative alla missione ma anche personali che non avevano previsto… E poi… Chissà…

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere ai lettori?

Credere sempre nei propri sogni, sempre. Anche se tutti vi sono contro o dubitano del progetto voi perseverate: è l’unico modo per seguire i vostri obiettivi.

Progetti per il futuro?

Molti in realtà, al momento mi sto concentrando sulla promozione di questo libro, il tutto tramite la pagina Facebook costantemente aggiornata, senza tuttavia trascurare la stesura del secondo libro. Oltre a questo, nonostante io sia fuori corso, c’è l’intenzione, ancora non del tutto formata, di iscrivermi all’università per seguire Lettere.

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