Silvia Gironi

Silvia Gironi, nata a Roma nel 13 Dicembre 1996, studentessa presso il Liceo Linguistico di Tivoli, ha cominciato a scrivere all’età di tredici anni con la speranza di vedere, un giorno, realizzato il suo sogno fra le pagine di un libro.

Salve Silvia, grazie di aver accettato di rispondere a queste domande. Parlaci un po’ di te, chi è Silvia. Com’è nata la tua passione per la scrittura?

Non credo ci sia un motivo particolare, credo piuttosto che questa passione sia nata da un estremo bisogno di comunicare e di raccontare un po’ di me alle persone. Nella vita reale non parlo molto di me stessa, resto spesso sulle difensive e non “pubblico” mai il mio stato d’animo. Mi servo della scrittura per parlare, per esprimermi e per comunicare, è un modo per far leggere agli altri ciò che non ho mai voluto dire. Preferisco ascoltare, leggere le persone come fossero libri, e imparare a conoscerle.

Il tuo libro, Tra sogno e realtà si pone a metà tra la vita quotidiana e l’esperienza onirica. Esiste davvero il sottile confine che separa queste due dimensioni? E come lo si raggiunge?

Credo esista davvero questo sottile confine. Durante il giorno l’uomo è preso nel completare le azioni abitudinali di un intero periodo della sua vita (es. il lavoro) non rendendosi conto di ciò che gli capita attorno; l’inconscio umano, però, assimila tutto durante il giorno e deposita paure, dubbi, incertezze, gioia, rabbia, e così via al suo interno. Durante la notte, nel momento del riposo, l’inconscio libera tutte quelle emozioni represse e genera una “vita parallela” che viene comunemente chiamata sogno. La linea che congiunge la realtà e il sogno si raggiunge attraverso il riposo e, al momento del risveglio, questo confine, o linea, si “spezza” generando così il momento di confusione, in cui l’uomo appunto prende coscienza della realtà.

Parlaci del tuo libro, di cosa parla?

“Tra sogno e realtà” parla di una ragazza di nome Emma che riprende un po’ gli aspetti dell’uomo, in generale, di questi tempi: pigrizia, incredulità, insicurezza… La vita di Emma viene turbata da un’essenza strana che si genera in momenti inaspettati, quest’essenza viene rappresentata da un’ombra che le lascia sempre un biglietto da leggere. In questi biglietti Emma trova di continuo la parola sogno e inizia a indagare. Nel frattempo la ragazza sogna una città incantata, una “città perfetta” che sembra essere fatta su misura per lei, dove incontra persone fantastiche e quell’ombra, che nella realtà, spingeva Emma a continuare a sognare. L’ombra nei sogni prende forma e accompagna la ragazza fra le vie della città perfetta. Emma scoprirà la vera essenza dei suoi sogni e l’importanza della sua stessa vita.

Emma, la giovane protagonista del tuo libro vive un’esperienza particolare. Cosa c’è di te in lei?

Emma ritrae sia le caratteristiche tipiche del mio essere, sia quelle che vorrei avere: credo sia la persona che rappresenta tutto ciò che ho in mente; non a caso i suoi pensieri sono quasi uguali ai miei.

Quale messaggio vuoi inviare ai tuoi lettori?

Mai smettere di sognare, bisogna seguire sempre la propria strada anche con mille ostacoli. Mai arrendersi per ciò che si crede.

Cosa ti hanno lasciato, artisticamente e umanamente i tuoi personaggi, cosa ti hanno insegnato?

Emma mi ha insegnato ad essere una persona nuova, a migliorare molti aspetti della mia vita che vedevo solo e sempre negativi, mi ha insegnato ad andare avanti e a non fermarmi al primo ostacolo.

La soddisfazione più grande che hai ricevuto dopo la pubblicazione dei tuoi libri?

Sapere di essere riuscita a coinvolgere tutte le fasce d’età e, soprattutto, di essere riuscita a trasmettere il messaggio!

Progetti per il futuro?

Sto sicuramente progettando un nuovo libro! Non sarà una singola storia, uscirà anche il seguito, quindi occhi aperti!

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