Samy B.

L’autrice protagonista di quest’intervista è giovane e dinamica, lavora nell’ambito della moda (e chi poi leggerà il suo libro, il primo di una saba urban fantasy, non potrà non accorgenrsene), e non sta ferma un secondo, letteralmente.

Spigliata, concisa (anche nelle risposte a queste domande) e diretta. Questa è Samy B., autrice di Liars Stars, nonché di LberoVolo.

Buongiorno e grazie per il tempo che dedicherai a questa intervista e a LiberoVolo. Parlaci un po’ di te, Samy. Come hai iniziato a scrivere, e proprio fantasy?

Ho iniziato a scrivere in un momento particolare della mia vita, nel quale sentivo il bisogno di esprimermi. Sentivo il bisogno di dire e lasciare qualcosa di me ai posteri. Ci è voluto un po’ per convincermi di potercela fare, ma poi spinta da una forte carica emotiva ho iniziato.

Samy B. è uno pseudonimo. Come mai questa scelta?

In realtà la risposta è’ molto semplice, mi sembrava più orecchiabile e facile da ricordare. Inoltre tutti mi chiamano Samy, e mi piaceva l’idea di avere un approccio confidenziale con il mio lettore.

Liars Stars è non solo il tuo romanzo d’esordio, ma anche il primo di una serie. Da cosa è nata l’idea?

L’idea nasce da alcune mie convinzioni, da domande che mi pongo da sempre alle quali non so dare delle risposte. Cercando sul web sono venuta a conoscenza delle tavole di Thoot. Le ho lette, e anche se devo ammettere sono un po’ ostiche, devo ammettere che mi hanno convinta. Sono da sempre appassionata di civiltà passate, mi chiedo come potessero avere divinità molto simili, essendo comunque divise da ocani. Sono inoltre appassionata di ufologia, cioè credo che l’universo sia popolato e la stessa terra possa essere una colonia.

Quanto c’è della tua vita e della tua personalità in ognuno dei personaggi?

Ogni personaggio è me. Nel bene e male , nella perfidia, nella simpatia  nell’ingenuità, che a volte mi porta a vedere sempre il bene negli altri. Qualche personaggio potrebbe essere un diavolo vestito da angelo, ma del resto, ogn’uno di noi ha una maschera che porta per non far vedere i propri sentimenti quando si è feriti. Mi piace l’idea che il lettore scopra piano piano cosa c’e dietro ad ognuno di essi imparando a conoscerli lungo la storia. All’inizio possono essere superficiali ma è voluto, ogn’uno di loro scopre le carte un po alla volta.

Qual è l’intento di questo scritto, cosa vuole comunicare?

L’intento dello scritto vuole comunicare la mia visione della vita, del prima e del dopo. Di come siamo nati e di come eravamo e di come possiamo essere.

Hai già in cantiere il secondo volume? Indiscrezioni, anticipazioni?

 Il secondo volume e’ “under costructions”. Ci saranno buoni che saranno cattivi… ritorni … partenze e i cattivi… no quelli saranno sempre cattivi…

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