Categoria Recensioni

Recensione: Il giorno perfetto per un delitto di Barbara Sessini

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Il giorno, per un delitto, poteva anche essere quello perfetto, ma di sicuro i giorni trascorsi fra le pagine di questo thriller non lo sono stati altrettanto.
Ho fatto molta fatica ad entrare nella storia che ci racconta Barbara Sessini nel suo Il giorno perfetto per un delitto (Newton Compton editori, pp. 444), e per la cui copia ringrazio infinitamente Newton Compton, non in mi prendeva minimamente e più andavo avanti con la lettura meno mi coinvolgeva, a stento e con molti intervalli nel mezzo, sono arrivata alla metà.
Paradossalmente il romanzo è scritto molto bene, un po’ conciso forse, senza fronzoli, la lettura scivola via veloce, così come anche le pagine, snocciolate una dietro l’altra, ma al contempo ho trovato la scrittura asettica, un po’ arida e priva di quel quid,...

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Recensione: No exit di Taylor Adams

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Adrenalina pura. Suspence a livelli molto elevati e colpi di scena rapidi, in continua successione e incredibilmente studiati ad arte.
Si potrebbe quasi pensare, e non nascondo di averlo fatto, che la protagonista sia un tantino sfortunata e per questo forse lo “studio ad arte” della trama a cui accenno nelle righe sopra potrebbe far apparire il contesto un po’ forzato, ma lo svolgersi della vicenda è talmente fluido, il concatenarsi dei vari episodi e delle varie conseguenze di ogni azione intrapresa dai personaggi è così ben costruita e “naturale” che la forzatura, se c’è, può anche passare in secondo piano.
No exit di Taylor Adams (Dea Planeta, pp...

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Recensione: La bestia di Brixton di Gianni Mazza

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Il primo punto a favore per questo thriller è sicuramente il tema. La sindrome dissociativa della personalità, o disturbo dissociativo dell’identità, è sempre stato un argomento che mi intriga, mi incuriosisce pur non essendo io una psicologa, e non è facile ritrovarlo in letteratura.
Il primo titolo che mi viene in mente, anche se mascherato e giustificato nel libro come conseguenza a degli esperimenti scientifici, sicuramente per via dell’epoca in cui è stato scritto, è Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde di R. L. Stevenson, più recentemente, invece, mi vengono alla mente i romanzi psicologici di Daniel Keyes.
Ritrovarlo ora nel romanzo di Gianni Mazza, La bestia di Brixton (Operaincerta editore, pp.318), è stata un’enorme sorpresa.
Inizialmente no...

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Recensione: Se mi guardo da fuori di Teresa Righetti

9788851164294_8b742378db7e1e058c2c41f9faa918e2 Sicuramente questo primo libro della milanese Teresa Righetti non fa per me. Di sicuro per altri, per un pubblico forse più giovane o con più affinità con i protagonisti, o con meno pretese. La prima cosa che non mi ha convinto di Se mi guardo da fuori (Dea Planeta, pp. 221) è stato il tipo di scrittura, che ho trovato vagamente immaturo e troppo adolescenziale, sembra il riflesso di un frettoloso flusso di coscienza di una ragazzina fra le pagine del suo diario. Una giovane donna, non più bambina ma neppure ancora adulta, che si sfoga raccontando le sue giornate, le persone che incontra, il rapporto a volte non proprio idilliaco con i suoi genitori, un amore che sembra sul nascere...
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Recensione Flawed – Il momento della scelta di Cecelia Ahern

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Emozionante. È  un libro che attendevo da tempo e ora il primo aggettivo che mi viene in mente per descriverlo è proprio questo: emozionante. Flawed – Il momento della scelta di Cecelia Ahern (De Agostini, pp. 380) è un distopico che si sviluppa sulla sottile linea che distingue buon senso da utopia, ovvero il contrario di distopia. Ogni pagina contiene in sé un colpo di scena e ogni capitolo un nuovo interrogativo, una nuova sfida, una nuova destinazione, sia morale che fisica, per la protagonista, Celestine. E per il lettore è praticamente impossibile abbandonarne la lettura.
Avevo già amato, ben due anni fa, il primo volume di questa originale e intensa duologia e con questo secondo libro  non solo ho confermato le mie precedenti opinioni positive, ma le ho addirittura r...

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Recensione Rosso Barocco di Max e Francesco Morini

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Chi come me ha già avuto modo di leggere gli scritti di Max e Francesco Morini ben conosce gli ingredienti alla base dei loro romanzi gialli: uno scalpitante e poco paziente ispettore di polizia milanese trasferito nella capitale, un astuto e un po’ misterioso, nonché attento ai dettagli, libraio romano con la passione per l’investigazione sempre scortato dal suo fidato collaboratore e un intricato e all’apparenza senza significato omicidio da risolvere...
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Recensione: Aurora nel buio di Barbara Baraldi

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Ciò che mi è piaciuto di più di Aurora nel buio (Giunti editore, pp. 528) di Barbara Baraldi è il fatto che pur essendo un thriller italiano, per ambientazione, personaggi e autrice, in esso non ho riscontrato tutti quegli stereotipi, quei cliché linguistici, quelle inflessioni dialettali, quegli atteggiamenti e comportamenti tipici degli abitanti della nostra penisola che si riscontrano invece in altri autori di questo genere, o comunque di chi ambienta le proprie storie nella nostra terra.

Alcuni lettori ritengono che siano piacevoli queste scelte narrative perché in un qualche modo riflettono il nostro essere, io invece sono convinta che rendano un romanzo poco universale, in cui difficilmente tutti, da nord a sud e da est a ovest, possano riconoscersi, prefisco, infatti, qu...
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Recensione: Salvare le ossa di Jesmyn Ward

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Devo ammettere che non è stato facile per me leggere il primo volume della trilogia di Bois Sauvage.
Salvare le ossa di Jesmyn Ward (NN Editore, pp. 313) è un libro tutt’altro che “masticabile”. Per “masticarlo” occorre avere denti d’acciaio e animo sensibile ma non fragile.
È un libro intenso, crudo e amaro che gioca sul contrasto bianco e nero in ogni singolo particolare, addirittura nella differenza tra il colore del manto del cane, di un bianco lucente spesso sporcato di rosso, ma pur sempre bianco, abbagliante addirittura, e il colore della pelle del suo padrone; nella vita che fiorisce in contrasto con la distruzione dell’uragano Katrina; nel sogno di una vita redditizia dipendente, almeno in parte, dai combattimenti fra cani.
Salvare le ossa in tutti i sen...

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Recensione: Il giardino delle rose di Dot Hutchison

rose Ancora fortemente dominata dalle emozioni e dai positivi giudizi che aveva suscitato in me, quasi un anno fa, Il giardino delle farfalle (Newton Compton, p. 336), il primo lavoro di Dot Hutchison, sono partita a leggere questo suo secondo thriller, Il giardino delle rose (Newton Compton, p. 336) con trepidazione, entusiasmo e alte aspettative che, contrariamente a quanto accade di solito con le storie di questo tipo, non sono state affatto deluse, anzi.
Di certo, e qui posso affermarlo, il romanzo non ha, almeno per me, eguagliato neppure un po’ il suo predecessore, ma mi ha comunque coinvolto e appassionato.
Benché sotto alcuni aspetti questo secondo libro sia legato al primo con chiari riferimenti alle tematiche affrontate, alle similitudini sulla vittimologia e sul killer, non...
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Recensione: Il tatuatore di Alison Belsham

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Il mondo dei tatuaggi ha sempre suscitato grande attrazione e, allo stesso tempo, timore in me. Non tanto per il dolore fisico che si può o meno provare durante una seduta, ma in quanto facilmente soggetto a “cambio di idea”. E se in futuro non mi piacesse più? O se non mi identificassi più nel mio tatuaggio? Se, nel corso degli anni, da positivo il significato del mio tatuaggio diventasse negativo o spiacevole, mettendomi davanti agli occhi ogni giorno una realtà fastidiosa? Da qui l’indecisione, anche sul soggetto da tatuare. Io sono una persona umorale, volubile, sono davvero poche le cose che nella mia vita sono immutabili. In fondo tutto nella vita può succedere e non ho proprio un buon rapporto con ciò che è permanente, soprattutto se riguarda il mio corpo.

Ed ecc...
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