Poesie di Raffaela Serena

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LA NEVE

Con dolcezza scende la neve

soffice e tranquilla

I miei occhi si incantano

davanti alla finestra a guardare

questo splendore

Una melodia si disperde

a tratti con una lieve malinconia

Tra un ramo e l’altro danzano

dei petti rossi indisturbati dallo

sguardo dell’uomo

E’ una giornata di marzo ed

i miei pensieri inciampano tristi

davanti al fuoco di un camino

Fuori fa freddo, ma sola

non sono . La compagnia degli

uccelli mi fa vivere un’incantevole parodia

 

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IL SILENZIO CHE MI CIRCONDA

Abbracciami dentro al tuo cuore nonna,

davanti a quella tomba raggela

il tuo silenzio in quegli arcobaleni senza fine.

Tu che per me avevi sempre la porta aperta

ormai dal mattino alla sera

il tempo ha serrato la tua.

I racconti del tuo duro lavoro nei campi

che vivevi di fatica e sudore,

mi entravano nella mente come le tue preghiere.

Seduta su quella sgangherata sedia

davanti alla finestra

dove i tuoi occhi nulla vedevano,

ma la tua fonte d’intelligenza lasciava trasparire

dove vagasse in quel momento la tua mente.

Le tue rose fioriscono ancora nel tuo giardino nonna,

e con le tue vecchie braccia riannaffi

l’ultima lacrima che ti vede come

saggezza e amore dell’eterno.

 

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LA BELLEZZA DELL’AUTUNNO

Sento un dolce rimpianto dell’estate perduta

e come una colorata farfalla solitaria,

mi muovo nel grigiore,

ma d’improvviso una festa di colori

disperde gocce di malinconia.

Splende l’autunno nel giallo e rosso degli alberi,

dal tappeto di foglie variopinte

di terra bagnata e di nostalgia.

Un sussurrare melodico di uccelli,

una sottile e inarrestabile sinfonia di venticello tiepido,

mi ricorda la nostra promessa d’amore

di un tempo ormai remoto.

Ma la gioia che provo ancora per te,

m’ inonda il cuore e svanisce,

così è la solitudine.

 

 

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QUEL MESSAGGIO MAI LETTO

La mia mente avvolta nella paura dell’abbandono.

Odo il tuo silenzio,

chiudo gli occhi contro tutte le lacrime,

contro il fiume del pianto.

Non c’è speranza per me.

Seduta su uno scoglio davanti all’invito insistente del mare,

è a te che penso.

Il ricordo di una foglia spezzata all’angolo della mia bocca,

intonò una triste melodia.

Non voglio pensare, né sperare,

è tutto fasullo il mio mondo.

Ti canterei una canzone che divide il volume dell’anima

fino a scomparire.

Amore mio, c’è una nave che mi aspetta in mezzo al mare.

Ombra di mille ombre,

l’ira del vento mi porterà contro al mio stesso pianto,

finchè non chiuderò gli occhi

lasciandomi dietro un ricordo di Te.

 

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LA VENDEMMIA

I raggi si avvicinano sempre di più,

il sole lentamente compare da lassù.

Noi in fila come soldatini

ci prepariamo a portare grappoli d’uva.

Un susseguirsi di mani e di sguardi lucenti,

fan sì che le ceste si riempiano a suon di carezze.

Il vento dolce dell’autunno ti scompiglia i capelli,

il sorriso e la gioia son sempre quelli.

Parole mozzate a fior di labbra vengono stampate

ma ancor risposte non son date.

Una farfalla di così rara bellezza

si posa spossata sopra la cesta,

una dolce canzone trovata tra i ricordi di un passato

ti stordisce la mente dell’odore del mosto selvatico.

 

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VOCI NELLA NOTTE

Chiudo gli occhi

e ascolto il respiro della notte.

 

Forte rimbomba l’eco dei ricordi lontani

sparsi nella mente come sogni soprani.

 

E del vento, che i capelli m’accarezza

odo il sussurro della brezza.

 

Alla luna si dondola l’ultimo sogno,

promesse ad un cuore

vedovo d’amore.

 

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IL VIAGGIO DELLA VITA

Ho camminato gradino per gradino insieme a te,

il nostro lungo viaggio,

il viaggio della vita.

Il mio dura tuttora,

ma senza il tuo sguardo, senza il tuo amore.

Con te li ho scesi fino in fondo

donandoti il braccio

perché speravo di arrivare fino alla vecchiaia.

Ascoltando la tua voce e

riflettendomi nei tuoi occhi

rimembro il tempo lontano in cui eri ancora vivo,

la bellezza risplendeva nei tuoi occhi,

osservo, silenziosa, la tua immagine,

che spezzerà il cuore mio all’infinito.

 

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L’INCANTO

Dove perfino il sole si confonde

su capelli che s’inseguono al vento

trascende, per deviar il tormento.

Tosto dai fiori soci d’emozioni

attratti dai raggi luminescenti

senti delle trepide invocazioni

rivolte al cielo, turbato dal vento.

Ridi fanciulla dall’anima acerba,

non mettere maschera,

sfida la sorte, perché tutto è permesso,

dove amore e morte sono alle porte.

Forse tutto non sarà consentito,

il tempo a volte è molto avaro,

gioisci come un fiore,

non agitarti per l’acerba infanzia,

corri incontro al destino

che sarà sicuramente eterno amore.

 

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DENTRO AL DOLORE

Sento qualcosa dentro di me

che non mi fa dormire,

che non mi fa vivere,

né cantare.

Conosco solo lacrime spremute sulla pelle dal dolore.

Non riesco a trattenere ansie

e stringo paure fino alle radici.

Non sono roccia,

ma ramoscello esposto al vento

e dentro di me c’è un salice piangente.

 

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L’ANIMA DEL POETA

Ascolta la tua anima

chiudi gli occhi e ascolta il tuo respiro.

Sono  fatta di ombre e di girasoli,

i miei versi son dettati dal cuore,

sono polvere chiusa di un giardino

dove l’aria è mite e dolce è il sole.

Quando scrivo chino il capo

nella polvere

ed escono le mia urla silenti.

Lascio su carta segni indelebili

scorrendoci sopra le dita,

rivivendo stagioni che rimangono nella memoria,

ed ecco svanire il giorno

ad una nuova poesia.

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