Massimiliano Nuzzolo

Massimiliano Nuzzolo è nato a Mestre nel 1971. Ha esordito nel 2004 con il romanzo L’ultimo disco dei Cure. Nel 2007 ha pubblicato la raccolta di poesie Tre metri sotto terra (Coniglio editore). Esperto di musica e di culture giovanili, ha curato la raccolta di racconti La musica è il mio radar (Mursia 2010). Con Italic Pequod, nel 2012, ha pubblicato Fratture.

Salve Massimiliano, grazie di aver accettato di rispondere a queste domande. Parlaci un po’ di te, chi è Massimiliano?

Ciao. Grazie a te e voi. Non c’è molto da dire. Direi che sono una persona normalissima con alcune passioni concrete.

Poesia, narrativa e musica. Come sono nate queste tue passioni?

Sicuramente devo la passione per musica, poesia, narrativa, ma pure cinema, fotografia e arte in generale ai miei genitori che, pur occupandosi d’altro, hanno incoraggiato me e mio fratello a svilupparle sin dalla prima infanzia, ma pure al loro continuo spronarci alla lettura e alla ricerca, a sperimentare in ogni campo. Alcuni incontri e scoperte successive le hanno alimentate e “direzionate” consentendomi di affinare e “organizzare” ciò che più sentivo vicino alle mie corde.

Scrittore ed esperto di musiche e culture giovanili. Sono le due facce della stessa medaglia o due cose completamente indipendenti l’una dall’altra?

Inevitabilmente sono due facce della stessa medaglia, anche se esisterebbero comunque separatamente. Diciamo che la loro coesistenza genera un punto di vista particolare e probabilmente arricchisce e influenza il mio stile.

Il tuo ultimo libro, La felicità è facile, è un’antologia di racconti. Come mai la scelta di scrivere “mini” in un periodo, in un luogo (Italia) e un mercato in cui il racconto è sottovaluto?

Perché dopo i due romanzi “L’ultimo disco dei Cure” e “Fratture”, un’antologia di irriverente poesia “Tre metri sotto terra”, la curatela di un progetto impegnativo come “La musica è il mio radar” e una serie di partecipazioni a libri corali, cimentarmi con la misura del racconto era quasi un passaggio obbligato, essendo tecnicamente il racconto la cosa più difficile da scrivere e nella “Felicità è facile” lo faccio guardando bene negli occhi i miei maestri. So che il nostro paese non è molto ricettivo ai racconti e che il loro mercato (a meno che non si tratti di autori stranieri) è praticamente inesistente, ma la sfida sta anche in questo. D’altra parte mi occupo di Letteratura in Italia…

Di cosa parla la tua raccolta? Che messaggio vuoi inviare?

La felicità è facile, senza svelarti troppo, analizza il concetto di Felicità per l’essere umano. Lo fa aggredendo la materia in vario modo e da vari punti di vista. Non percorro la strada più conciliante, questo è certo, anzi… Cerco di provocare una reazione nel lettore, di scuoterlo dal torpore. Non sono solito inviare messaggi, quanto piuttosto appiccare incendi…

Cosa ti hanno lasciato, artisticamente e umanamente ognuno dei tuoi scritti, cosa ti hanno insegnato?

Ogni testo che scrivo e che arriva a pubblicazione ha una storia talmente complessa e a volte così incisiva per me da rimanere indelebile nella mia esistenza. I miei testi sono frutto di ricerca e studio, elaborazione tematica, scrittura e riscritture in cui confluiscono emozioni e stati d’animo, storie di vita vissuta, citazioni, ecc. Ogni cosa che faccio mi insegna a rimanere con i piedi per terra e a migliorarmi grazie allo studio e alla disciplina (è sulla disciplina però che inciampo di tanto in tanto)

La soddisfazione più grande che hai ricevuto dopo la pubblicazione dei tuoi libri?

Sono molte le soddisfazioni e di vario tipo. Ad esempio ogni volta che vedo un mio libro in libreria è un momento che genera una certa emozione. Ma il momento più bello è sempre incontrare le persone, sia pubblicamente che privatamente, e partendo da un libro parlare con loro di tutto. Lo scambio che si genera è unico ed emozionante.

Progetti per il futuro?

Moltissimi come sempre. Un nuovo romanzo assai diverso dai precedenti. Un paio di nuovi dischi tra i quali l’attesissimo, almeno per me, nuovo lavoro dei Soluzione. Poi un nuovo progetto corale per Jost (www.jostmultimedia.wordpress.com). Se avrò mai la forza e il tempo di portare tutto a compimento… Confesso che in questo momento anche le vacanze mi appaiono come un buon progetto…

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