Categoria Letti per voi

La bibliotecaria di Saint-Malo di Mario Escobar

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Recensione

Nei contronti di questo romanzo ho nutrito attrazione e repulsione fin da subito, già dall’anteprima, per tre ragioni:

1) L’argomentazione, la trama e l’ambientazione mi intrigava non poco.

2) Il precedente libro di Escobar, però, Il libro segreto di Hitler, non mi aveva entusiasmato per nulla, anzi.

3) La copertina.

Questo è stato il mio primo grande cruccio. Tutta la storia è ambientata in Francia, i personaggi sono francesi, dall’inizio alla fine non ci si sposta di un millimetro dai confini di Francia, ma in copertina è raffigurata la Long Room Old Library del Trinity College di Dublino...

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Fame di Knut Hamsun

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Recensione

Rivalutato negli ultimi anni, la scrittura dal premio Nobel 1920 è asciutta, decisa e lineare. Hamsun racconta di come la fame non sia una condizione solo fisica, ma anche morale e artistica. La fame di chi vorrebbe guadagnarsi da vivere con ciò che gli riesce meglio fare, la scrittura in questo caso, e che, forse stupidamente o forse caparbiamente, non si accontenta di altre attività, altri lavori a costo, appunto, di soffrire la fame, contrarre debiti e chiedere praticamente l’elemosina. Alcuni critici hanno definito il protagonista del romanzo uno sfaticato, un pigro sognatore, ma io non sono d’accordo, c’è molto di più in lui...

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Peccato mortale di James Patterson

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Recensione

Thriller ben costruito e dinamico, il cui punto di forza sta nelle tre protagoniste femminili; donne determinate e indipendenti che, a ben vedere, surclassano i loro coprotagonisti maschili, sia per audacia che per intelletto e ruolo lavorativo e familiare. Insomma, è la donna a portare i pantaloni. La lettura scorre via veloce e senza intoppi, logica e con i singoli pezzi del rebus che si incastrano facilmente capitolo dopo capitolo. Finalmente, dopo tanto, un thriller che non mi ha fatto urlare (dentro di me) all’eresia, che non ho trovato troppo banale o infarcito dei soliti cliché tipici ormai del genere...

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Le notti bianche di Fedor Dostoevskij

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Recensione

Leggere Le notti bianche è stata per me un’esperienza sublime, in pochissime pagine l’autore è riuscito a ideare e costruire la perfetta parabola dell’amore: quello puro, quello innocente, quello che riesce ad amare nonostante la sofferenza e la delusione subita; quello che non conosce rancore, quello di un protagonista che sa non solo perdonare, ma anche essere grato a Nastenka per i brevi istanti in cui anche lei lo ha amato prima di illuderlo e abbandonarlo. Nel cuore del protagonista non c’è odio o risentimento, non c’è vendetta, c’è solo amore… un amore che lo accompagnerà per tutta la vita. Pagine strabilianti, di una poesia dolce e toccante, che infonde sentimenti positivi e scalda l’anima...

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Mrs Poe di Lynn Cullen

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Recensione

Il romanzo è la ricostruzione, a metà tra realtà e invenzione, della relazione amorosa tra Edgar Allan Poe e la poetessa Francis Osgood. In verità non ci sono prove certe riguardo a un rapporto intimo tra i due e l’autrice ha giocato a immaginare le vicende narrate come se si trattasse di un racconto di Poe, mescolando quindi le tipiche ambientazioni misteriose e gotiche dello scrittore statunitense ai reali elementi ed episodi che hanno caratterizzato la sua vita. Ho apprezzato molto i riferimenti alle sue opere: Il corvo, Il cuore rivelatore, Il pozzo e il pendolo, Il ritratto ovale...

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La leggenda del santo bevitore – Fuga senza di Joseph Roth

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Recensione

Due dei romanzi simbolo di Roth sono storie brevi, concise, con una morale finale, a mio avviso, molto palese. Il messaggio che l’autore vuole trasmettere, per quanto diverso in ciascuna storia, è davvero molto chiaro e se vogliamo si può configurare come una sorta di filo conduttore che unisce i due racconti: il cambiamento/non-cambiamento, personale ne La leggenda del santo bevitore, e storico, politico e sociale in Fuga senza fine. Un cambiamento c’è, ci deve essere, è inevitabile, ma non è facile da accettare, o non lo si vuole accettare per diverse ragioni e quindi scatta il non-cambiamento. Fra le due storie ho di gran lunga preferito la Leggenda per il suo profondo significato emotivo e per certi versi spirituale...

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Quella mattina prima di morire di Jo Jakeman

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Recensione

Thriller intrigante che poteva essere di sicuro sviluppato meglio. Era partito bene, le premesse erano davvero buone, ma poi… non so… si è perso in un mare di buonismo, illogicità e ingenuità. Stantio e perbenista in troppi punti. Aguzzino a parte, non vi sono sentimenti negativi, il che stride parecchio sia con la trama che con il genere letterario a cui il romanzo appartiene. Interessante è il modo in cui viene affrontato il tema della violenza domestica e delle difficoltà che incontrano le donne nel denunciare gli abusi, soprattutto se l’uomo in questione è un memebro ben in vista della società. Ed è il suo unico punto di forza...

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Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen

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Recensione

Ispirato alla vita dell’autrice, al suo vissuto, questo romanzo ambientato nelle Isole Faroe è davvero riuscito a trasportarmi, con le sue descrizioni dei luoghi, delle situazioni di vita quotidiana e dei personaggi in questo fantastico angolo del Nord Europa, tra i suoi fiordi, le scure, fredde e tumultuose acque del Mare del Nord, i suoi tranquilli e silenziosi spazi verdi, i suoi personaggi che vivono di pesca e umili attività. Gli anni che la storia narra sono ampi, dal Primo Dopoguerra ai giorni nostri, e l’autrice ripercorre la vita non solo dei suoi genitori, ma anche e soprattutto quella dei suoi nonni, in una sorta quasi di tributo, di memoire fatto di emotività, trasporto e nostalgia...

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La cacciatrice di Kate Quinn

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Recensione

Rispetto a titolo e sinossi, la trama risulta un po’ “scentrata”, fuori tema. Più che della vita e delle imprese della pericolosa e temuta cacciatrice nazista, infatti, la narrazione è incentrata su chi con lei ha un conto in sospeso: un’ex aviatrice russa, una strega della notte, come venivano chiamate le donne alla guida dei bombardieri sovietici dai tedeschi, e un ex giornalista che dedica la sua vita a rintracciare e a consegnare alla giustizia i criminali nazisti fuggiti dopo la caduta del Reich. La caccia, più che la cacciatrice, è il vero tema del romanzo...

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La morte di Ivan Il’Ic di Lev Tolstoj

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Recensione

Capire perché Tolstoj è considerato un genio non è affatto difficile. In questo breve romanzo vi è raccontato tutto il fatalismo che permea la vita umana. Non importa cosa farai, come lo farai, per quale scopo o chi tu diventerai o sei già, in ogni caso la fine, nel vero senso della parola, è sempre la stessa, uguale per tutti. La morte è l’unica, grande livellatrice dell’uomo. E oltre ad arrivare per tutti, questa fine, può farlo anche nel modo più semplice e banale. E appena la morte fisica si manifesta, ancora prima di morire effettivamente, vi è la morte sociale, e ci si rende conto che attorno ci sono solo sciacalli in attesa di banchettare sul corpo...

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