Categoria Letti per voi

Il diavolo in corpo di Raymond Radiguet

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Recensione

Prima e unica opera di Rodiguet, ed è in parte autobiografica. Un romanzo breve decisamente particolare, non tanto per la tematica, l’adulterio non è argomento nuovo in letteratura,  ma per l’ironia, il paradosso e quella sottile venatura di cattiveria mista a ipocrisia che permea la storia e il comportamento dei due protagonisti, soprattutto di quello maschile, il cui nome non è dato sapere. Non nuova ma di certo meno frequente è l’età dei due amanti. Una donna spostata, considerata adulta anche se giovanissima, almeno per i canoni odierni (la storia è ambientata negli anni del Primo conflitto mondiale), e un ragazzo minorenne iscritto al liceo. Uno scandalo...

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La piccola bottega del tè di Caroline Roberts

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Recensione

Allegro, spigliato, divertente e ironico. Almeno fino a poco più della metà, poi si  trasformato in un fin troppo sdolcinato romance con la descrizione un po’ banale di un fidanzamento idilliaco, senza difficoltà, senza adrenalina, senza ripicche o comportamenti scorretti, tutto rose e fuori, un po’ come le famiglie del Mulino Bianco. Scontato e prevedibile. Ed è un peccato perché l’idea di base è molto carina, adatta per una lettura leggera e senza impegno, in grado di regalare un pizzico di buon umore e positività. Lo stile è semplice e scorrevole, con un uso un po’ troppo marcato, almeno a mio avviso e sempre dopo la metà, dei pronomi lei/lui che appesantiscono...

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Follia di Patrick McGrath

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Recensione

Non è vero che l’amore guarisce ogni ferita. Non è vero che l’amore è la risposta ad ogni cosa. Non è vero che le principesse sono sempre buone e che vivranno “per sempre felici e contente” con il loro principe azzurro. E non è neppure vero che il principe azzurro salverà sempre e comunque la principessa. L’amore può guarire, ma può anche uccidere, se stessi e anche gli altri. L’amore può essere egoista, arrogante e ingannevole, menzognero, una sirena che incanta chiunque gli si avvicini per condurlo poi, senza scampo alcuno, nell’abisso. Così sono Stella e Edgar, i due protagonisti del romanzo di McGrath (Adelphi, pag...

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Un altro da uccidere di Federico Axat

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Recensione

Delirante e “lievemente” paranoico. Assolutamente confuso e inquietante, simile a un puzzle da cinquemila pezzi sparso in ordine casuale su un enorme pavimento prima di essere ricomposto. Ho letteralmente amato il protagonista, Ted, che fino alla fine mi ha tenuta con il fiato sospeso senza farmi mai realmente capire la natura delle sue paranoie, se fosse o meno il colpevole, cosa avesse realmente fatto o visto. Una continua altalena. Questo thriller è un viaggio nella psiche deviata di un uomo che non ha saputo “reggere”, è la scoperta di quanto possa essere forte il potere dei meccanismi di difesa della nostra mente e del nostro cervello...

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La pipa di Maigret e altri racconti di Georges Simenon

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Recensione

Bè’, che dire? Di certo che preferisco Simenon sotto altre vesti letterarie. Mi è stato impossibile infatti, nel leggere questi brevi racconti che rappresentano solo una piccolissima parte dell’intera opera dedicata al commissario Maigret, confrontare questo personaggio con il detective creato, qualche decennio prima, da Conan Doyle. Rispetto ad Holmes, ho trovato Maigret certamente più moderno, meno distinto e privo di quel tipico aplomb che contraddistingue il comportamento del collega inglese. Soprattutto, non ho ritrovato quella “semina”, passatemi il termine, di indizi per arrivare al colpevole che si trova nelle storie di Holmes. Con Maigret tutto è più veloce, il lettore è meno coinvolto nell’indagine, non deve mettere insieme i vari pezzi...

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Madame Bovary di Gustave Flaubert

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Recensione

Non ci sono parole per descrivere l’abilità letteraria e descrittiva di Fluabert. Sagace, ironico, diretto e assolutamente moderno. Ho amato le descrizioni quasi poetiche dei paesaggi descritti in Madame Bovary; non di meno ho amato la resa di alcune immagini, a mio avviso molto cinematografiche, come quella in cui dal finestrino della carrozza si vede spuntare la mano di Emma che, leggiadra, getta via i frammenti della lettera del suo amante. Prima di leggere la storia di Emma, infatti, non capivo perché, nonostante la Francia sia, oggi come ieri, considerata una nazione liberale e dalla mente aperta, abbia a suo tempo (seconda metà dell’Ottocento) censurato il romanzo, tacciandolo, e con esso anche il suo autore, di oltraggio alla morale e alla religione...

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Il castello Rackrent di Maria Edgeworth

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Recensione

Un romanzo breve ma “carico” di ricchezza emotiva, che ripercorre attraverso gli occhi di un fedele e ormai anziano servo, il declino di un’importante famiglia irlandese. Un tempo ricca e socialmente rispettata, la dinasta Rackrent si è dissolta a causa di eredi con scarso acume per gli affari, impigliati nel gorgo dei debiti e dell’ingenuità e dell’inefficienza politica e amministrativa. Una storia amara che racconta, condita con una buona dose di ironia,  la decadenza; dall’agiatezza al nulla, alla perdita totale di ogni cosa, ma ciò che rimane immutata è la fedeltà di chi ha amato e dedicato la sua vita a quella disgraziata famiglia...

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L’uomo di neve di Jo Nesbo

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Recensione

Premetto che è la prima volta che leggo un libro di Nesbo e, forse anche per colpa mia, sono partita con le più alte aspettative (viste le numerose recensioni positive che avevo letto a proposito), ma sono state purtroppo deluse. Ho trovato L’uomo di neve lento e monotono, non sono neppure riuscita a terminarlo. A tre quarti dalla fine, il protagonista era ancora in alto mare: prima parla con uno, poi interroga l’altro; manda avanti la collega, poi si aggiorna con l’altro collega, poi torna dalla sua ex… insomma, adrenalina e suspense pari a zero, o quasi. Un po’ di “movimento” l’ho percepito solo nei capitoli in cui l’assassino compie i suoi crimini. Forse ho sbagliato libro di Nesbo...

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Uomini e topi di John Steinbeck

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Recensione

Uomini e Topi è un’allegoria della vita e dei suoi mille fallimenti. Di come esistano, appunto, Uomini e uomini che vivono come topi. Povere, piccole bestiole assiepate, vessate e costrette a lavori umili e umilianti, senza via di fuga. E l’unica cosa che è concessa loro, ma anche brutalmente strappata via da un fato spesso avverso e dal ceto sociale, è il sogno. Immaginare un futuro migliore, semplice e senza pretese quanto le giornate che conducono attualmente, ma i cui frutti, però, siano di “loro proprietà”, non di proprietari terrieri che li obbligano a massacranti ore di lavoro per una misera paga; per innalzare, senza ricavare alcun diritto se non la morte, il profitto dei dartori di lavoro...

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Una scrittrice troppo bugiarda di Eveline Durand

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Recensione

Frizzante, ironico e spudorato. Sono i tre aggettivi che subito mi sono venuti in mente leggendo questo romanzo. Una lettura fresca e leggera, adatta a regalare qualche ora di relax e divertimento. Un romance che sembra una tipica commedia americana, con la consueta protagonista ingegnosa ma pasticciona, bella ma ingenua; l’affascinante ragazzo sepolto sotto una marea di pregiudizi a causa dell’ingombrante cognome che porta, ma animato da sentimenti sinceri e l’ambiguo belloccio solo apparentemente mosso da buone intenzioni. Lo stile dell’autrice è semplice ma coinvolgente, è scritto bene, e devo dire che il romanzo è riuscito a regalarmi momenti di divertimento e spensieratezza, in queste primissime giornate uggiose...

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