Categoria Letti per voi

Una vacanza perfetta di Laure Van Rensuburg

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Recensione

Questo thriller è la fiera dei cliché del genere a cui il romanzo appartiene, ma sono dei cliché che tutto sommato funzionano. L’autrice, l’inglese Laure Van Rensburg, si dimostra abile nel creare l’atmosfera e la caratterizzazione dei personaggi, a disseminare nella prima parte del romanzo piccoli dettagli, a giocare con le luci e le ombre psicologiche ed emotive, a evidenziare i chiaro-scuro che separano l’apparenza dalla realtà. Di certo la storia non spicca per originalità, questo dobbiamo ammetterlo: una coppia di neo fidanzati che si conoscono appena fuggono per un romantico weekend in un’isolata casa di villeggiatura circondata da un lato dalla neve che infuria in una terribile temesta e dalla foresta e dall’altro dall’oceano. Lui ha i suoi segreti. Lei pure...

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Angeli della notte di A. Joseph Cronin

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Recensione

E’ un libro scritto da un medico, e si vede. Cronin è un autore scozzese del ‘900 ed è medico. Il romanzo è un elogio, ma anche una critica, alla medicina e ai suoi professionisti, chirurghi e infermieri in particolare. E’ una denuncia delle disperate condizioni di lavoro a cui erano sottoposti nella prima metà del secolo scorso. Anna e Lucia sono due sorelle, entrambe infermiere. La prima completamente dedita al lavoro, la seconda più leggera e spensierata. Due sono anche i tragici eventi che affronteranno: la morte e l’arresto. Professione e vita privata s’intrecciano e si influenzano a vicenda in un susseguirsi di scelte, a volte altrettanto tragiche. E’ un romanzo piacevole e coinvolgente, che si fa leggere...

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Paolo e Francesca – Romanzo di un amore di Matteo Strukul

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Recensione

Questo è un libro che, purtroppo, nonostante le aspettative, non mi ha convinto. Nonostante, e senza nulla togliere, la scrittura di Strukul, sempre precisa e storicamente accurata, ricercata e a tratti molto evocativa, la trama e la sua costruzione mi ha ricordato più un harmony adolescenziale (senza alcuna offesa per nessun genere letterario, né per i suoi lettori) travestito da romanzo storico Non mi è piaciuto come sono stati ideati i personaggi, sembrano tutti ragazzini spocchiosi, viziati e disperati. Le relazioni fra di loro sono scarse e superficiali...

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Il pastore d’Islanda di Gunnar Gunnarsson

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Recensione

E’ una favola, una sorta di parabola natalizia perfetta, che parla di rispetto. Rispetto per gli animali, perché anche la loro vita conta, rispetto per la natura e per i suoi cicli, rispetto per la fatica, per chi ce la fa e chi non ce la fa. Parla anche dell’eterna lotta per la sopravvivenza che l’uomo intrattiene con la natura, con le avversità che gli pone davanti; di come la natura può essere madre benevole o matrigna crudele. Ancora di più in una terra già difficile, ricca di contrasti e asperità come l’Islanda...

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Il giardino dei cosacchi di Jan Brokken

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Recensione

Dostoevskij non è mai abbastanza, nemmeno nelle biografie romanzate (ma, come in questo caso, parecchio attinenti alla realtà). E il risultato che ne viene fuori, attraverso gli occhi del narratore, il nobile e amico Alxander Van Wrangel, è quello di un uomo fragile e provato dalla terribile esperienza di una sfiorata, e per fortuna evitata all’ultimo istante, esecuzione capitale, dai lavori forzati in Siberia e dal successivo esilio. Un uomo attento a tutto ciò che lo circonda e desideroso di poche cose: scrivere, pubblicare, sposarsi e tornare alla sua vita com’era prima di essere accusato di tradimento nei confronti dello zar...

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Il grande sonno di Raymond Chandler

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Recensione

Prima lettura hard boild con un classico dell’hard boild, uno dei padri, uno dei maestri indiscussi di questo genere che ha gettato le basi del moderno thriller: Raymond Chandler. Siamo nell’ambito della letteratura americana, anni ’30 – ’40, una delle tante declinazioni assunte dal poliziesco, e subito mi sono ritrovata a immaginare un’atmosfera in bianoc e nero, con personaggi unici ma dalle tinte fosche e compassate, caratterizzati da dialoghi accattivanti ma palesemente costruiti ad hoc, battute tese a “far colpo”, destare stupore e attirare l’attenzione. Potrebbe sembrare un difetto, invece in questo contesto risulta molto affascinante, molto retrò...

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Mia cugina Rachele di Daphne Du Maurier

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Recensione

Una suspence tesa e finissima, sottile come un filo di nilon, costruita sapientemente pagina dopo pagina, il dubbio subdolo che si insinua sottopelle come un parassita e che striscia fino a raggiungere i centri nevralgici che separano la menzogna dalla verità, l’ossessione dall’infatuazione. Aggiungeteci la Cornovaglia, con i suoi paesaggi cupi, interminabili campagne avvolte dalla nebbia e dalla pioggia e avete questo splendido, meraviglioso romanzo della Maurier. Un romanzo che non potete più posare finché non arrivate alla fine...

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La signora di Reykjavik di Ragnar Jonasson

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Recensione

Giallo assolutamente sui generis e con un finale incredibile, da cardiopalma. Un finale completamente fuori dalle regole e inaspettato, impossibile da prevedere. Mi ha lasciata letteralmente folgorata. Il romanzo inizia e presegue come tanti di questo genere: c’è una detective in procinto di andare in pensione che vuole risolvere l’ultimo caso della sua carriera, colleghi e superiori più avidi che intelligenti, c’è un assassinio da risolvere e un killer da trovare. E poi… e poi bum! A un certo punto cambia tutto, la situazione si capovolge e le certezze si frantumano, gli schemi narrativi vengono sovvertiti e il lettore precipita in un vortice sorprendente ed emozionante...

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Brava ragazza cattiva ragazza di Michael Robotham

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Recensione

Un romanzo giocato sulle dicotomie e i contrasti, luce che si contrappone all’oscurità. Una ragazza problematica, vittima di abusi, che non riesce a fidarsi di nessuno e che vive dentro e fuori strutture protette da un lato, e una ragazza perbene, di buona famiglia, stella dello sport dall’altro. La prima ha una qualità molto particolare che la può rendere un ottimo alleato, la seconda nasconde un segreto che la rende un bersaglio. La prima vive, la seconda muore. Interessante è il personaggio chiave dello psicologo consulente di polizia...

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Il vino della solitudine di Irene Nemirovsky

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Recensione

E’ un romanzo sentito e doloroso. Per l’autrice, per i personaggi e per il lettore. Intenso, denso e rabbioso. E’ la prima volta, fra tutti i libri della Nemirovsky che ho letto finora, che un suo scritto mi trasmette così tanta sofferenza, frustrazione e rabbia. Forse solo Il ballo lo aveva fatto, ma in percentuale molto, molto ridotta. Helène è una ragazzina sola, lasciata a se stessa da genitori egoisti ed egocentrici, che non sanno guardare al di là dei propri personali e superficiali interessi, vizi, e che percepiscono la figlia come un peso, un qualcosa in più di cui poter tranquillamente fare a meno. Terribili sono le parole e i gesti che la madre le rivolge: ricatti emotivi, umiliazioni, parole atte solo a ferire e denigrare...

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