Elisa S. Amore

«Un romanzo strepitoso, fresco e interessante, che bisognerebbe avere in libreria.»
Io Donna
«Elisa S. Amore è uno dei pochi fenomeni del self publishing italiano.»
Vanity Fair
«Giovanissime sognatrici d’amore, in libreria è arrivato un nuovo romanzo per voi.»
Marie Claire

Nata nel 1984, Elisa vive in un paesino nel cuore della Sicilia insieme al marito, al figlio e a un carlino che dorme tutto il giorno e da cui non si separa mai. In famiglia si è guadagnata il titolo di “divoratrice di libri”. Ama scrivere di notte, quando il resto del mondo dorme e sa che là fuori, le stelle le fanno compagnia. Le piace nuotare, passeggiare tra i boschi e sognare a occhi aperti. Ama le moto da corsa, colleziona libri, film d’animazione e miniature in scala dei personaggi Disney, il tutto gelosamente custodito sottochiave. Dopo Touched- La carezza del destino e L’inganno della notte, torna, dal 5 marzo, a far sognare i suoi lettori  con Il potere dell’oscurità (Editrice Nord), il terzo libro della saga composta da quattro libri più uno, scritto in codice.

sito ufficiale: touchedsaga.com

Benvenuta Elisa e grazie di aver accettato quest’intervista. Sei una giovane donna che vive sotto il sole della Sicilia insieme al marito e al tuo piccolo, immersa nella natura. Quanto è difficile conciliare famiglia e scrittura?

Grazie a te per l’opportunità. Dunque, conciliare famiglia e scrittura è abbastanza impegnativo, così come lo è per tutte le donne che lavorano e hanno una famiglia.
Durante il giorno mi divido tra la scrittura, (cui dedico dalle quattro alle cinque ore), la promozione, la cura dei testi per l’estero – che mi porta via un sacco di tempo – e ovviamente in tutto questo mi sforzo di non far mancare attenzioni alla mia famiglia, che è per me la cosa più importante. Inoltre, cerco sempre di ritagliarmi un po’ di tempo solo per mio figlio e poi ovviamente mi occupo anche della casa. Per riuscire a fare tutto, spesso scrivo di notte, così da sfruttare al massimo la giornata.

Ami leggere, tanto da essere stata soprannominata “divoratrice di libri”. Dalla lettura alla scrittura, quindi, il passo è breve?

Per me lo è stato perché mi capitava spesso di leggere qualcosa e di pensare che io l’avrei scritta in modo diverso; di immaginare uno svolgimento della trama differente o di continuare a sviluppare la storia nella mia mente. Proprio su questo principio nascono le fan fiction, che qualche volta mi capita di leggere.

Molti dei tuoi lettori hanno subito collegato i tuoi scritti alla famosa saga di Twiligth. C’è, secondo te, un legame, un particolare che può essere accomunato?

Ho amato molto la saga della Meyer e penso che inconsapevolmente mi abbia lasciato qualcosa, come tutti gli altri libri che ho letto. La mia storia ha sicuramente dei tratti in comune con gli altri libri Paranormal Romance, come l’amore tormentato tra due creature che non appartengono allo stesso mondo, tuttavia ho cercato di dare un’impronta assolutamente mia nel corso della saga, inserendo degli elementi originali. I protagonisti, ad esempio, attraverseranno mondi proibiti per riuscire a contrastare il destino avverso che tenta costantemente di separarli. Con questa storia, ho avuto l’occasione di mostrare la mia visione del Paradiso e dell’Inferno, della vita e della morte, sperando di trasmettere al lettore un messaggio di speranza.

La carezza del destino- Touched è stato il tuo romanzo d’esordio. Pubblicato in self-publishing e sostenuto da una massiccia azione pubblicitaria. Se non sbaglio ti sei occupata personalmente di questo, hai realizzato il booktrailer e lo hai fatto trasmettere nelle sale cinematografiche. Quanto è difficile per un esordiente farsi notare dalle case editrici?

Dopo l’esperienza maturata in questi anni, so che le case editrici, soprattutto quelle più grandi, difficilmente riescono a gestire la mole di manoscritti che arriva nei loro uffici, quindi è quasi inevitabile passare inosservati. Si può sempre provare, ma bisogna armarsi di molta pazienza e soprattutto informarsi sui loro cataloghi e, in generale, su come funziona il mondo dell’editoria. Non serve, ad esempio, stampare e inviare il manoscritto, come io stessa ho fatto anni fa. Basta una breve mail, scritta bene e dal contenuto interessante, per catturare l’attenzione di un editor e spingerlo a darci una possibilità, (a patto che sia l’editor giusto per la nostra storia). Una valida alternativa è sicuramente quella di trovare un buon agente che ci rappresenti presso le case editrici, ma, anche in questo caso, è difficile venire presi in considerazione se si è completamente sconosciuti. Investire su un esordiente è un rischio, sia per la casa editrice che per un agente.
Può succedere che a volte la storia arrivi nelle mani giuste e riesca a farsi strada, a trovare qualcuno disposto a investire le proprie energie e i propri soldi per promuoverla.
Tuttavia, se non si riesce a pubblicare il proprio libro per vie tradizionali, oggi ci sono mezzi che in passato non esistevano. Mezzi che possono diventare possibilità. Io, ad esempio, ho colto queste possibilità per dimostrare che la mia storia era in grado di arrivare al cuore dei lettori.
Per più di tre anni, ho inseguito il sogno della pubblicazione con una casa editrice, ma nonostante la lunga e frustrante attesa, non ho mai ricevuto risposte, fino a quando ho scoperto che potevo pubblicare gratis per conto mio. Non volevo arrendermi e riporre la mia storia nel cassetto, volevo che anche gli altri la conoscessero. Così ho passato diversi mesi a pianificare l’uscita del romanzo sul web, ho studiato le strategie per raggiungere i lettori del mio genere e mi sono impegnata al massimo per non lasciare nulla al caso. Sono diventata imprenditrice di me stessa.
Io sono a favore del self publishing, a patto che si abbia una storia interessante da raccontare e che la si sappia presentare ai potenziali lettori. Chi decide di auto-pubblicare, deve farlo con consapevolezza, pensare al proprio libro come a un prodotto, saperlo confezionare e anche saperlo promuovere. Farsi notare dalle case editrici oggi non è più un traguardo irraggiungibile, grazie all’avvento del web, dove i lettori sono in prima fila. Se saranno soddisfatti, lo dimostreranno lasciando recensioni positive e consigliando il libro ai propri contatti. Una volta innescato il passaparola, il libro avrà più visibilità, non solo per i lettori, ma anche per le case editrici che sicuramente non si lasceranno scappare una storia che ha già dimostrato il suo valore e a quel punto potranno sviluppare al meglio le sue potenzialità, com’ è successo per La carezza del destino – Touched.

Com’è nata la tua passione per il genere fantasy- romance?

Direi che è nata in modo assolutamente naturale. Sono un’inguaribile romantica, sogno a occhi aperti e mi ritrovo a sospirare o a piangere nelle scene d’amore dei film (e non solo in quelle!). Inoltre, quando leggo – e di conseguenza quando scrivo – mi piace estraniarmi dal mondo, immaginare soluzioni che magari nella vita non sarebbero possibili. Nel mio romanzo, ad esempio, si sfiora il sottile confine tra la vita e la morte. La protagonista deve morire e quale altro poetico modo potevo trovare per far fronte al suo destino, se non quello di farla innamorare dell’Angelo della morte venuto per ucciderla?

La notte è il momento che prediligi per la scrittura, ma da dove trai l’ispirazione?

Traggo l’ispirazione da tutto ciò che mi circonda, ma soprattutto da dentro di me. La mia scrittura segue la voce delle emozioni, è narrata per lo più seguendo ciò che provano i protagonisti, così succede che spesso il lettore riesce a provare quelle stesse emozioni sulla propria pelle, o almeno così mi scrivono in tanti. Quando scrivo, mi guardo dentro e tiro fuori tutto quello che provo, le mie speranze, le mie paure e le mie soluzioni, seppur immaginarie, per riuscire a superarle.

Evan James e Gemma sono i protagonisti della tua saga. Cosa ti hanno lasciato? Sono ispirati a qualcuno in particolare?

I personaggi della mia storia, non solo Evan e Gemma, mi hanno sicuramente aiutata a scoprire molte cose su me stessa, inconsapevolmente e più di quanto avrei creduto possibile. In loro c’è molto di me, ma anche delle persone che ho incontrato nella mia vita, nel bene e nel male.

Il 5 marzo uscirà nelle librerie, per Editrice Nord, il tuo ultimo romanzo, Il potere dell’oscurità. Anticipazioni?

Il potere dell’oscurità per la protagonista sarà un viaggio alla ricerca di se stessa: affronterà le sue paure e tirerà fuori tutto il suo coraggio per riuscire a contrastare il destino che si è accanito su di lei. Questo terzo volume è ‘la chiave’ della storia d’amore tra Evan e Gemma perché verranno alla luce molti segreti, il lettore scoprirà le tante risposte – anche se non tutte – alle sue domande, tra cui il vero motivo che li ha fatti incontrare…

Cos’hai provato quando una delle maggiori case editrici italiane, la Editrice Nord, appunto, ha deciso di pubblicare i tuoi libri?

Ero su di giri. In poco tempo, sono successe così tante cose incredibili e inaspettate, che mi sembrava tutto un grande sogno. Prima di arrivare alla Nord, sono stata contattata da decine di editori, e non riuscivo a credere che dopo anni ad aspettare una loro risposta adesso potevo addirittura scegliere. Quando poi con il mio agente abbiamo incontrato la Nord, è subito scattato un feeling particolare. Da quel momento, ho imparato molto al loro fianco e ho fatto moltissime e meravigliose esperienze.

Ai giovani e in generale a tutte le persone che vorrebbero seguire le tue orme artistiche, cosa consiglieresti?

Il mio più grande consiglio è quello di credere nella propria storia fino in fondo, continuando a curarla al massimo. Anche se non si riesce a raggiungere subito il traguardo cui si aspira, non bisogna mollare mai e, nel frattempo, si deve continuare a lavorare sul romanzo e su se stessi, sulla propria scrittura. Non bisogna abbattersi perché le esperienze maturate e i rifiuti, aiutano a crescere e a migliorarsi.

Aneddoti, curiosità seguite all’uscita del romanzo?

Una curiosità potrebbe essere legata alla cover. Per la prima volta, infatti, ho partecipato alla sua realizzazione.
La prima cover che mi è stata proposta per Il potere dell’oscurità, per quanto bella, non rappresentava per nulla l’anima del romanzo. Tengo particolarmente a questo terzo libro, perché è il primo inedito a essere pubblicato da Nord e loro sono stati molto disponibili nel venirmi incontro. Volevo che la copertina trasmettesse ai lettori della saga emozioni perché molti aspettano questo libro da tempo. Ho spiegato nei dettagli cosa avrei voluto contenesse: la ragazza piegata su se stessa per il dolore, il vortice di farfalle che la avvolge, il bosco sullo sfondo, quali colori dovevano spiccare, ma soprattutto quali emozioni dovevamo cercare di suscitare nel lettore. La parola chiave doveva essere ‘Brokenhearted,’ che attualmente è il sottotitolo del romanzo.
È bastata una sola prova perché me ne innamorassi: i grafici della Nord sono stati bravissimi perché hanno saputo cogliere esattamente ciò che desideravo e ora posso ritenermi più che soddisfatta perché l’attuale cover de Il potere dell’oscurità rispecchia moltissimo l’anima del romanzo.

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