Daniela Montanari

Lei, Daniela Montanari, è una sognatrice. Una romantica. E l’ho capito subito, fin dalla prima volta che mi ha chiesto di leggere il suo romanzo, allora una splendida crisalide che si è trasformato nell’emozionante farfalla che ora tutti noi possiamo leggere. Come lei stessa si definisce, è una “ricercatrice di benessere e di parole” e la vogliamo ora conoscere meglio con questa intervista. Dalle sue risposte capirete che non ho affatto torto. Lei, Daniela, è una romantica sognatrice della vita.

Parlaci un po’ di te, Daniela. Com’è nata la tua passione per la scrittura? Il tuo ultimo romanzo, Margherita tra relazioni e amore non è la tua prima esperienza.

Ciao e soprattutto grazie per l’ospitalità sul tuo blog, sono molto felice ogni volta che posso parlare della mia passione. Nasce questo amore per la scrittura quando sono appena tredicenne e, complice un innamoramento non propriamente corrisposto, inizio a scrivere brevi poesie. Questo modo singolare di tenere un “diario”, di fermare il tempo con quelle che soltanto dopo avrei capito si sarebbero chiamate poesie, ne aumenta le pagine fino alla nascita di mio figlio. Da quel momento, a quasi vent’anni, comprendo appieno queste parole che sgorgano e le accetto come un dono: inizio, seppure con timidezza, a far leggere ad altri queste mie emozioni inchiostrate. Dopo diversi anni di poesia, sia in scrittura che in lettura approfondita naturalmente, abbagliata da racconti che mi facevano conoscenti e amici, ho assecondato un altro desiderio, che è lo stesso che oggi mi fa scrivere romanzi. Margherita è nata attorno ai miei cinquant’anni, e le ho dato ascolto qualche anno dopo, fino a che è diventata “Margherita tra relazioni e amore”.

Quanto c’è della tua vita e della tua personalità in Margherita, la tua protagonista?

 C’è sicuramente la poesia che ci accomuna. Il personaggio di Margherita, ad un certo punto della propria vita, sceglie di non nascondere più le parole che annota su agendine che nasconde tra i libri e le fa leggere al suo mentore, un antropologo per il quale organizza appuntamenti e convegni in giro per il Paese. C’è, tra me e il mio personaggio, una sostanziale differenza (lei è creativa ed è bravissima con i lavori manuali, io per niente) eppure ci unisce la passione e l’importanza che le diamo. Entrambe, Margherita ed io, abbiamo imparato ad esprimerci attraverso un impeto e a lasciarci anche condurre da esso.

Cosa ti ha insegnato, artisticamente e umanamente, Margherita ma non solo, ognuno dei tuoi personaggi?

Amo e rispetto profondamente ciascuno dei miei personaggi in effetti. La sarta Nina, ad esempio, mi trasmette quella stessa serenità d’animo che ritrova Margherita nella narrazione. Il marito, Leo, mi ha insegnato che se è vero come è vero, che la bellezza è negli occhi di guarda, anche la malizia lo è. E se lui non si accorge nulla o quasi del tormento passionale che sta avendo Margherita per un altro uomo, non è perché non gli importa ma semplicemente non è malvagio, non conosce la cattiveria e quindi nel suo mondo, tutto va bene.

Per gli insegnamenti della parte artistica credo di dover ancora attendere, è presto per fare bilanci visto che il libro è uscito da poco più di un mese.

La soddisfazione più grande che hai ricevuto dopo la pubblicazione del libro?

Chi lo ha letto, tra le mie conoscenze almeno, è rimasto estasiato tanto che mi stanno chiedendo il sequel. Il pubblico che mi segue e che ha letto “Margherita tra relazioni e amore” è formato maggiormente da donne, mie muse ispiratrici predilette. E vedere in loro stesse tanta emozione, mi rende particolarmente orgogliosa.

Ci sono altri lavori, altri romanzi in cantiere? Indiscrezioni, anticipazioni?

Naturalmente sì J E’ presto per anticipare un titolo e l’argomento comunque sarà certamente un romanzo, spinoso per il tema trattato ma Necessario. Necessario per qualcosa che bolle e ribolle in me e che, maturando con l’età, ho capito rimestarsi anche nelle altre donne.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere ai lettori?

Per “Margherita tra relazioni e amore” ho in effetti un’ambizione esosa: vorrei trasmettere ad ognuno, donne ma anche uomini, che la Relazione più importante è quella verso se stessi. Ma che, perché ciò accada, è necessario passare attraverso le relazioni che l’altra persona, insieme a noi, tesse le trame dell’amore.

Progetti per il futuro?

Scrivere leggere amare, leggere amare scrivere, amare scrivere leggere. Poi ricominciare senza interrompermi mai.

 

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