Diario di Rondine di Amelie Nothomb

Recensione

Era da molto tempo che volevo conoscere questa autrice, anni forse, ma poi per un motivo o per l’altro ne ho sempre rimandato la lettura. Finalmente è arrivato anche il suo momento. Un testo molto breve, snello, conciso, rapido, ben strutturato e ideato. L’idea alla base di Diario di Rondine, tuttavia, non è il top dell’originalità, anzi direi che è un classico cliché (il serial killer – anche se parlerei di sicario, in realtà – che s’innamora della sua vittima) e in effetti, visto il successo della Nothomb, mi aspettavo qualcosa in più. Nonostante ciò ho amato molto il suo stile narrativo, poetico e intenso con un pizzico di tagliente ironia e sarcasmo che nulla toglie all’atmosfera di inquietante ansia che permea la storia. Di sicuro leggerò altro della Nothomb, mi ha incuriosito questo libretto, “spinoso” e singolare.

Trama

Dopo una delusione d’amore il giovane protagonista, per evitare di soffrire ancora, decide di annientare la propria sensibilità e diventa un sicario. Freddo e spietato, solo il sangue delle sue vittime sembra procurargli piacere, fino al giorno in cui gli viene ordinato di uccidere un ministro con tutta la sua famiglia. Il diario segreto della figlia adolescente del ministro risveglia in lui una morbosa curiosità, che si trasforma ben presto in ossessione sconvolgendo in modo imprevedibile il suo destino… Un’insolita storia d’amore in puro stile Nothomb: personaggi che agiscono al di là del bene e del male per un romanzo eccentrico e dalle sfumature dark.

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