Angeli della notte di A. Joseph Cronin

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Recensione

E’ un libro scritto da un medico, e si vede. Cronin è un autore scozzese del ‘900 ed è medico. Il romanzo è un elogio, ma anche una critica, alla medicina e ai suoi professionisti, chirurghi e infermieri in particolare. E’ una denuncia delle disperate condizioni di lavoro a cui erano sottoposti nella prima metà del secolo scorso. Anna e Lucia sono due sorelle, entrambe infermiere. La prima completamente dedita al lavoro, la seconda più leggera e spensierata. Due sono anche i tragici eventi che affronteranno: la morte e l’arresto. Professione e vita privata s’intrecciano e si influenzano a vicenda in un susseguirsi di scelte, a volte altrettanto tragiche. E’ un romanzo piacevole e coinvolgente, che si fa leggere. E’ facile l’empatia con i personaggi, con Anna in particolare, e non mancano i momenti commoventi e di tensione. E’ un romanzo, tuttavia, che non si distingue per nessuna particolarità. La seconda parte, però, mi ha talmente presa e trascinata nella storia che l’ho letteralmente divorata nell’arco di una partita di calcio, completamente assorbita e rapita. Bel romanzo, anche se nulla di eccezionale.

 

 

 

Trama

Anna è una giovane infermiera che svolge il suo lavoro con scrupolo e dedizione. Sua sorella Lucia ha fatto la stessa scelta professionale, ma con tutt’altra motivazione. La sua irruenza è causa di un grave incidente di cui Anna si assumerà la colpa pur di salvarla. Questo è il primo anello di una catena di avvenimenti che porteranno le due protagoniste verso destini diversi: un uomo entrerà nella vita di Anna, Robert Prescott; avventure sbagliate, invece, costelleranno tristemente quella di Lucia. I casi si intrecciano, i protagonisti sono persi nella morsa di avvenimenti più grandi di loro, che inizialmente riescono a governare fino a soccomberne sotto il peso gravoso. E con la morte sopraggiunge la catarsi: la pace per chi ha sofferto, l’amore e una promessa di serenità per chi sopravvive. “Angeli della notte” somma le virtù narrative che hanno fatto dell’autore di “Anni verdi” e del” Castello del cappellaio”, nonché di tanti altri romanzi, uno dei narratori più letti e popolari del secolo scorso.

 

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