Fango e stelle di Sara Wheeler

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Leggere questo libro è stato un intenso e particolare viaggio. In tutti i sensi. Geografico, storico, letterario ed emotivo. Fango e stelle – Viaggio in Russia in compagnia di Pǔskin, Tolstoj e altri geni dell’Età d’Oro di Sara Wheeler (Neri Pozza, pp. 313) è una lettura unica, come poche mi sono capitate, ad oggi, mi sono capitate. Fin da subito, dalla sua uscita qualche mese fa, avevo adocchiato questo scritto a metà strada tra il resoconto di viaggio e il saggio e quando finalmente l’ho avuto tra le mani è stato amore a prima vista, dalle primissime pagine. Nove sono i capitoli corredati di immagini, foto e note esplicative, ognuno che racconta una o più tappe del viaggio in lungo e in largo per la Russia che l’autrice stessa ha affrontato e dedicato a uno dei grandi autori che, a partire dalla fine del XVIII secolo hanno reso intramontabile la letteratura russa. Aneddoti, biografie, curiosità sulla vita privata degli scrittori e delle loro opere. Da Eugenio Onegin a Guerra e pace, l’appartamento di Raskolnikov in Delitto e castigo, i luoghi in cui hanno vissuto e in cui hanno ambientato le loro storie e che oggi hanno tutt’altro aspetto o che al contrario hanno resistito nel tempo, tali e quali, come la casa a Spasskoe-Lutovinovo di proprietà di Turgenev la cui veranda viene descritta nel suo romanzo Padri e figli. Un viaggio che, grazie alle cartine geografiche a inizio volume, è possibile seguire tappa per tappa con chiari punti di riferimento, senza avere la sensazione di trovarsi sperduti in spazi vaghi e nebulosi. Le descrizioni degli eventi storici e delle loro influenze sul presente e dei posti che l’autrice visita sono chiari e ben delineati, appassionanti ed estremamente tangibili. C’è molto del personale dell’autrice in questo suo viaggio, ha toccato con mano la realtà russa, il buono e il cattivo, le qualità e i difetti e ha saputo interpretare ciò che vedeva, ascoltava e percepiva anche attraverso gli scritti dei grandi autori. E questo per me è un valore aggiunto. Non posso nascondere che la lettura di questo libro mi ha aiutata a entrare meglio nella mentalità russa e a meglio capire i romanzi, brevi e lunghi, i racconti e le opere che da un paio d’anni sto leggendo e approfondendo. Un esempio? I racconti di Pietroburgo di Gogôl ora li comprendo meglio, capisco meglio dove volevano, all’epoca, parare, e non mi sembrano più solo una serie di racconti satirici e bizzarri che raccontano una parte della Russia. Al contrario. Per chi è anche solo interessato a comprendere meglio la letteratura dell’Est Europa, credo che questa sia una lettura imprescindibile, una di quelle letture che, con leggerezza e senza alcuna pretesa riesce a trasmettere cosa significa veramente vivere, ieri come oggi, in Russia. Vivere la Russia sia come abitante che come turista, le sue meraviglie letterarie e paesaggistiche, le sue contraddizioni, la sua storia, i suoi immensi spazi, le sue città e la sua arte.

Cinzia Ceriani

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