I diari di Adamo ed Eva di Mark Twain

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Recensione

Non so se possa essere definito un testo classico, forse più facilmente il testo di un autore classico. Twain è sempre stato, come London, uno di quei scrittori che, a torto, credevo non facessero per me, non rientrasse nei miei gusti, invece in questo breve scritto (appena 90 pagine) con ironia, spigliatezza e semplicità l’autore statunitense racconta a modo suo la creazione, il rapporto tra i nostri, secondo il cristianesimo, progenitori esattamante come se fosse una normale coppia di moglie e marito, perché alla fine è questo che ci spiega, che ci rappresenta: i legami, gli attriti, le liti, i gesti d’affetto, le dinamiche, positive e negative, che legano due compagni di vita. La vicinanza e il sostegno nonostante tutto. E’ una parodia la sua, una fine e particolare satira che tesse un divertente e per certi versi romantico fil rouge tra l’uomo e la tradizione religiosa, tra la creazione religiosa e quella meramente umana e biologica. Tantissimi sono ri ferimenti, nel libro, a sua moglie e al profondo amore che provava per lei. Twain usa la Genesi come escamotage per spiegare i rapporti umani tra le mura domestiche. Il libretto si legge davvero in un lampo, ma ha in sé un contenuto davvero denso e importante, al di là dello stile utilizzato: l’importanza di saper contare su se stessi, la differenza tra ricchezza materiale e ricchezza intellettiva ed emotiva, le riflessioni sull’amore fisico e psicologico, le analisi e i dubbi sui testi sacri e sui dogmi religiosi, che vengono messi in discussione benché Twain sia stato un uomo molto, molto religioso, la distinzione tra bene e male e il tema dei temi: la morte e le sue conseguenze sui vivi. Non avrei mai creduto che Twain potesse piacermi così tanto, ma del resto non lo pensavo neppure di London. Questo primo approccio mi ha conquistata, intrigata e affascinata. Un plauso anche a questa edizione di Mattioli, davvero ben curata.

 

 

 

Trama

Instancabile lettore della Bibbia, Mark Twain venne influenzato per tutta la vita dalle figure dei nostri progenitori, ai quali dedicò pagine di comicità memorabile, ma anche di una tenerezza struggente. I soli diari di Adamo ed Eva sono stati più volte tradotti in Italia, ma mai inseriti in questa cornice, e con il corredo della gran parte di questi scritti ‘eretici’. Un’unica “Bibbia alla Mark Twain”, che ancora oggi mantiene intatto lo spirito irriverente e la geniale vena satirica dello scrittore americano.

 

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