Anatomia di un incubo di James Carol

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Recensione

Questo thriller ha un solo difetto: è l’unico pubblicato in Italia fra i numerosi romanzi  dell’autore scozzese. Ed è un DELITTO! Questo sì che è un thrller con i contro fiocchi! Finalmente, dopo tanto tempo ho trovato una storia tosta, adrenalinica e inquitante, di quelle che dico io. Tanti gli elementi che mi sono piaciuti, dallo stile narrativo preciso, accattivante e metodico, ma al contempo realistico e naturale, ai personaggi, la trama e la struttura. La narrazione alterna il punto di vista del tipico profiler americano, un po’ alla Criminal Mind (adoooorooo!!), a quello della vittima in un crescendo di suspence e logorante aspettativa. La figura del detective è parzialmente messa in secondo piano per costringere il lettore a concentrarsi sui ragionamenti, a volte non sempre immediatamente palesi (ma qui in fondo sta il bello) del profiler stesso: intuitivo, istintivo, arguto e lievemente fuori di testa, calcolatore e indiscutibilmente fuori dalle righe. Il lettore non può far altro che, pagina dopo pagina, rimanere avvinghiato mentalmente al personaggio, a riflettere, a cogliere i vari indizi che, in maniera molto abile, l’autore ha disseminato lungo tutta la narrazione. E se da un lato la storia preme sull’aspetto psicologico del lettore, dall’altro preme su quello emotivo, portandolo a confrontandosi con il dolore, la disperazione, la rabbia, la follia, la misoginia e la sociopatia del killer attraverso le emozioni, le sensazioni e gli stati d’animo della vittima. I personaggi sono tratteggiati in un modo incredibile. E’ inquitante, sì, ed è la chiave che rende questo romanzo uno dei migliori che ho letto nel suo genere. Il lettore non è passivo, tutt’altro. Crudeli le torture inflitte, ma non scadono mai nello splatter (che mi disgusta), tuttavia chi è sensibile può rimanere impressionato, anche se in verità è più l’idea che non la descrizione vera e propria perché l’autore non scende mai nei dettagli. Semplicemente fantastico.

 

 

 

Trama

Mentre su Londra si abbatte una violenta bufera di neve e tutti sono impegnati nei preparativi natalizi, un folle criminale rapisce le donne, le tortura per giorni, ma non le uccide: prova piacere nello spegnere in loro ogni scintilla di vita, prima di lasciarle andare. La polizia brancola nel buio e l’ispettore Hatcher sa che solo una persona è in grado di aiutarli: Jefferson Winter, il miglior profiler americano. Figlio di uno spietato serial killer, Winter è ossessionato dal suo passato, che però gli ha regalato un intuito infallibile: nessuno come lui riesce a penetrare la psicologia delle menti criminali. Ma questo caso è diverso: perché mutilare una donna imprigionandola nel suo corpo per sempre, rendendola insensibile al mondo esterno e totalmente dipendente dagli altri? Un destino più atroce della morte. Le vittime aumentano e il maniaco è sempre più assetato: tra poco toccherà alla numero cinque e non c’è un attimo da perdere. Con l’aiuto dell’affascinante Sophie Templeton, la caccia all’uomo ha inizio…

 

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