La bibliotecaria di Saint-Malo di Mario Escobar

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Recensione

Nei contronti di questo romanzo ho nutrito attrazione e repulsione fin da subito, già dall’anteprima, per tre ragioni:

1) L’argomentazione, la trama e l’ambientazione mi intrigava non poco.

2) Il precedente libro di Escobar, però, Il libro segreto di Hitler, non mi aveva entusiasmato per nulla, anzi.

3) La copertina.

Questo è stato il mio primo grande cruccio. Tutta la storia è ambientata in Francia, i personaggi sono francesi, dall’inizio alla fine non ci si sposta di un millimetro dai confini di Francia, ma in copertina è raffigurata la Long Room Old Library del Trinity College di Dublino. Ora, pensavo fosse una leggerezza del grafico, della casa editrice, invece ho scoperto che anche l’edizione spagnola ha la stessa immagine e la cosa mi ha un po’ disorientata, non riuscivo, e neppure ora ci riesco, a inquadrare la cosa. Ad ogni modo, alla fine ho ceduto e ho letto il libro. E’ una bella storia, piacevole, intensa e coinvolgente, di gran lunga migliore del primo libro dell’autore. Scenari di guerra, libri e cultura da proteggere dalla furia nazista, una famiglia distrutta e un amore impensabile. Personaggi crudeli e ambigui. Bello, ma la copertina non la digerisco.

 

 

 

Trama

Jocelyn, la bibliotecaria di Saint-Malo, è una donna orfana, aggrappata alla letteratura e a suo marito Antoine.
Ma l’arrivo delle truppe tedesche in Francia mette entrambi in pericolo: il comandante nazista Adolf Bauman è infatti deciso a rubare alcuni degli incunaboli che la biblioteca custodisce gelosamente.
Il capitano Hermann von Choltitz, grande amante dei libri, è stato inviato dalle autorità tedesche a setacciare le biblioteche della regione. Tra Jocelyn ed Hermann nasce un’amicizia impossibile: la passione per la letteratura li unisce, ma la violenza e la guerra li spingono l’uno lontano dall’altra. Destinati a essere nemici e a vivere in un mondo preda della follia, Jocelyn ed Hermann dovranno lottare insieme per far sì che la comune passione per i libri resista anche agli orrori della guerra.

 

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