Il libro segreto di Hitler di Mario Escobar

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Recensione

Romanzo discreto nonostante la narrazione veloce e la carenza di dettagli descrittivi. E’ un libro speed, rapido e indolore, adatto a un pomeriggio di relax poco impegnativo. A ogni modo, più che un thriller storico mi è sembrato un fanta storico. La vicenda che emerge sulla nascita del Furer l’ho trovata decisamente troppo artificiosa e improbabile. Certo, molti sono i dati storici, o presunti tali, che costituiscono la trama, ma ho comunque avuto l’impressione che l’autore abbia un tantino esagerato alcuni aspetti. Peccato, perché il romanzo prometteva bene, l’idea di base era intrigante e aveva tutte le carte in regola per diventare un thriller adrenalinico con i fiocchi. Purtroppo, le scene d’azione troppo repentine, le uccisioni rese in maniera superficiale e sfuggente e il tentativo, mal riuscito, dell’autore di creare qualcosa di eccezionale e inaspettato che si è invece rivelato uno “strafare” ha fatto perdere punti al libro. Amaro, sempre per colpa della rapidità con cui è stato imbastito, è il finale. Inconcludente e banale, scontato. Molto apprezzato, però, il messaggio finale, ma a ben guardare insito in ogni pagina, contro il razzismo, l’omofobia e la discriminazione in generale.

 

 

 

Trama

Monaco, 1957. Max Amann riceve a casa sua la visita di una sconosciuta che, dopo averlo drogato, lo avvelena con una siringa. Setaccia la casa e porta via con sé un unico oggetto.
Giorni nostri. Andrea Zimmer, una giovane reporter argentina, viene invitata dal suo amico Daniel Rocca nella sua casa di San Lorenzo de El Escorial, vicino a Madrid. Qui Daniel le racconta di aver ricevuto una lettera in cui un suo collega, il professor Goodman, gli rivela di aver trovato una pista che potrebbe condurre a un misterioso secondo libro scritto da Hitler dopo il Mein Kampf, ma mai pubblicato. Andrea si mette sulle tracce del volume ma, giunta a Bariloche, scopre che Goodman è morto. Grazie all’aiuto di suo nipote Teodoro, riesce ad accedere all’archivio segreto del professore. Qualcosa di incredibile la attende, qualcosa che la condurrà a intraprendere un pericoloso viaggio fino a Nueva Germania, in Paraguay: la città fondata dalla sorella e dal cognato di Friedrich Nietzsche come colonia di “puri ariani”…

 

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