Le disavventure di Amos Barton di George Eliot

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Recensione

Credo, e dico credo, di poter affermare che questo sia il romanzo meno riuscito di George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans, una delle più importanti scrittrici britanniche in epoca vittoriana. Noioso, banale, statico, per buona parte del libro mi è sembrato quasi di leggere del “gossip d’epoca”. Solo verso la fine, nelle ultime venti pagine, il breve volume acquista finalmente vigore e significato, ma purtroppo, si tratta appunto delle ultime battute. Mi ha deluso davvero molto. A convincermi ad arrivare alla fine è stato solo lo stile unico, ricercato ma al tempo stesso semplice e moderno dell’autrice. Asciutto e diretto pur mantenendo un occhio di riguardo per i dettagli. Peccato. Vi erano ottimi spunti narrativi.

 

 

 

Trama

Amos Barton è il nuovo parroco della chiesa di Shepperton, una cittadina della provincia inglese. Il reverendo è un uomo mite che cerca in ogni modo di far rispettare i dettami della Chiesa anglicana ai membri della sua comunità, ma il suo carisma inesistente, unito a una certa goffaggine, fa sì che non sia molto amato dai suoi concittadini. Inoltre la parrocchia di cui si occupa non è sufficiente al mantenimento della sua famiglia, che può tirare avanti solo grazie al caritatevole prodigarsi di qualche parrocchiano e all’instancabile Milly, la moglie del curato, che ha totalmente immolato la sua vita al bene del marito e dei sei figli. La situazione si complica ulteriormente quando la contessa Caroline Czerlaski si installa a casa Barton, portando con sé mille pretese e neppure un centesimo, suscitando disappunto in Milly e una morbosa curiosità in tutta la comunità di Shepperton. L’intera vita di Amos Barton trascorre fra continue cadute e momentanee risalite, fino all’arrivo della notizia peggiore di tutte, che lo farà precipitare nello sconforto, ma vedrà finalmente i parrocchiani stringersi intorno a lui, nonostante incarni «la quintessenza concentrata della mediocrità».
Primo dei tre romanzi brevi che compongono Scene di vita clericale, raccolta che ha fatto da modello alla letteratura realista inglese, Le disavventure di Amos Barton è una vivida raffigurazione della vita rurale inglese dell’Ottocento, che racconta gli effetti della riforma religiosa attraverso lo sguardo ingenuo di un reverendo di provincia. Opera prima di una delle più importanti scrittrici britanniche, alla sua uscita ebbe un grande successo, generando l’interesse per l’identità dell’autore e portando così allo scoperto la scrittrice Mary Anne Evans.

 

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