La passione di Frida di Caroline Bernard

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Recensione

La passione come concetto dualistico della vita vissuta da Frida, l’artista messicana simbolo della lotta per la libertà di inizio ‘900. La passione intesa come amore per l’arte, il disegno, l’espressione artistica. E la passione intesa come dolore. L’immenso, straziante dolore fisico ed emotivo che Frida ha dovuto sopportare a causa dell’incidente che le ha devastato il corpo. Questi sono i due binari paralleli su cui scorre la sua vita, un continuo venire a patto con il male, con le conseguenze di quel maledetto giorno del 1925 in cui i suoi sogni furono infranti per sempre, che lei cerca di domare e controllare attraverso la pittura. Il vissuto di Frida Kahlo, raccontato magistralemente in questo romanzo biografico intenso e profondo, commovente e delicato, non è stato di certo facile. Oltre ai danni fisici, questa donna straordinaria ha dovuto fare i conti con un amore tormentato, un marito fedifrago, una sorella sleale, amori non corrisposti, delusioni e una società, americana ed europea, in grande fermento politico. Durante la lettura mi sembrava di rivedere le immagini del film Frida con Salma Hayek. Frida era una donna eccezionale: forte, combattiva, piena di vita, che desiderava solo amare ed essere amata. Non è da tutti riuscire a scendere a compromessi con il proprio corpo, quando questo ti tradisce. Ci vuole coraggio e tanta, tanta determinazione. L’autrice narra la storia di Frida con grande sensibilità, non banalizza, non sminuisce e non accentua. Semplicemente espone la realtà, nuda e cruda. Fisica ed emotiva. Esattamente  come ha fatto Frida nelle sue opere.

 

 

 

Trama

Messico, 1925: A 18 anni, Frida Kahlo sogna di diventare medico, ma un terribile incidente sconvolge tutti i suoi progetti. Costretta a letto per tre anni, grazie al supporto della famiglia la ragazza inizia a dipingere, cominciando con una serie di autoritratti. Incoraggiata dal padre che ne intuisce il talento, Frida sottopone i propri dipinti al famoso pittore Diego Rivera. Ma il fascino e il genio dell’artista la colpiscono tanto da farla innamorare perdutamente… Tornata faticosamente a una vita normale, grazie a Diego Frida entra in contatto con il mondo artistico e politico dell’epoca. Diego è in grado di motivarla e spronarla ma, allo stesso tempo, la tormenta con il suo carattere impossibile e i continui tradimenti. Frida soffre profondamente, eppure – certa del fatto che la felicità sia solo un prestito che ci concede l’esistenza – sposa Diego e si getta a capofitto nella vita e nell’arte. I surrealisti parigini sono completamente stregati da lei, e così anche Picasso e Trockij. Ma la vita, Frida lo sa bene, torna sempre a chiedere il conto, e anche lei sarà costretta a mettere in discussione tutto ciò in cui ha creduto fino a quel momento.

 

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