La pazza di Itteville di George Simenon

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Recensione

Uno dei primi racconti lunghi di Simenon, un antesignano di Maigret. Come nello stile dell’autore, il testo è rapido e conciso, il lettore non ha il tempo di legare i vari elementi tra loro, il giallo viene risolto subito da G7, spiegando tutto nelle pagine finali. Una storia iniziata, svolta e conclusa in neppure 80 pagine. La donna, la figura femminile è il punto cardine dell’intera, torbida vicenda. Fascino, ingenuità e una curiosa sindrome dell’eroe sono gli ingredienti principali. La scrittura è fluida e “familiare”, come mi piace descriverla. Simenon non è mai una perdita di tempo.

 

 

 

Trama

Prima di individuare nel commissario Maigret il personaggio che lo avrebbe accompagnato fino al 1972, Georges Simenon ha «testato» parecchi altri detective destinati alla serialità. Uno di questi è l’ispettore G.7, che a Maigret non somiglia affatto: ha trent’anni, i capelli rossi, l’aria timida; e guida la macchina. In questo racconto il giovane ispettore si trova a dover risolvere una faccenda piuttosto intricata, in cui ci sono cadaveri che vengono sostituiti e poi scompaiono, e soprattutto c’è una misteriosa ragazza, bionda, bella e un po’ folle.

 

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