Signorina Cuorinfranti di Nathanael West

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Recensione

Che West fosse un amico intimo di Fitzgerald non ci sono dubbi: leggendo i suoi testi, questo in particolare, non si può non notare le similitudini di stile narrativo e di contenuto fra i due scrittori. Il finale, infatti, è molto (troppo) simile a quello de Il grande Gatsby. Potrete contestarmelo finché vorrete, ma nel leggere questo romanzo ho avuto la forte impressione  che West abbia tentato in tutti i modi di emulare il suo amico Scott (che io amo alla follia), senza però riuscirci. Questo libro parla di relazioni e delle loro difficoltà, di mariti violenti e svogliati, donne e uomini alla perenne ricerca di qualcosa di più dalla vita attraverso gli amanti, di donne talmente concentrate nel loro stereotipo casalingo e nel sopperire alle mancanze del coniuge da dimenticarsi di se stesse ed essere quasi analfabete. E lui, il protagonista, un uomo mai soddisfatto, avvilito, depresso dal personaggio che interpreta sul luogo di lavoro. Sullo sfondo, un’America colma di moralismi contradditori, dove la classe operaia lotta con i canini abbassati per la sopravvivenza nell’illusione che basti usare la forza, o in alternativa l’alcol, per risolvere i problemi, reali o apparenti.

 

 

 

Trama

Ingiustamente sottovalutato in vita, il talento narrativo di Nathanael West ha ottenuto il meritato riconoscimento solo dopo la morte, avvenuta nel 1940 per un incidente d’auto, a soli trentasette anni. Oggi West è annoverato tra i grandi classici del Novecento americano.
La «Signorina cuorinfranti» del titolo è la firma di una seguitissima rubrica di consigli ai lettori di un quotidiano newyorkese, dietro la quale si nasconde in realtà un uomo. Quello che era nato come il semplice scerzo di una redazione troppo cinica però diventa una vicenda umana di grande sofferenza: intimamente coinvolto dai problemi dei suoi lettori, e frustrato dalla propria incapacità di offrir loro un aiuto reale, il protagonista precipita in una spirale di autodistruzione, ricercando sollievo di volta in volta nel sesso, nell’alcol, nella religione. Ambientato nella New York della Grande Depressione, questa originalissima novella a episodi offre uno spaccato grottesco ma profondamente empatico di una società in lotta con le proprie illusioni.

 

 

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