Recensione: Spirito Lakota – Lakota Spirit di Jim Yellowhawk

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Di sicuro mi aspettavo qualcosa di diverso da questo libro. Credevo fosse più narrativo, argomentativo, pensavo di leggere pagine colme di descrizioni della vita e della quotidianità della tribù dei Lakota, le loro tradizioni, la loro storia.

E in realtà Spirito Lakota – Lakota Spirit di Jim Yellohawk (Mauna Kea edizioni, pp. 123), non è che non lo faccia, che non racconti, lo fa, solo che non usa le parole come mi aspettavo, ma usa le immagini, i disegni realizzati dall’autore.
Una scelta che mi ha stupito e affascinato subito.
Le immagini sono una più bella e più suggestiva dell’altra, usano colori forti, decisi e vivaci; molti sono i colori scuri, come il nero o il blu notte, eppure le illustrazioni non risultano mai cupe o angoscianti. Raccontano degli antenati, delle preghiere al bisonte, dei rituali di caccia e di guerra, del valore e del coraggio dei guerrieri e delle danze attorno al fuoco o sotto le stelle; parlano, queste immagini, degli attacchi al campo e degli incontri con gli europei. E ancora, gli animali simbolo, i totem: l’orso, il lupo, l’aquila; i ritmi delle stagioni, le attività “domestiche”, come il cucito o i ringraziamenti agli spiriti. Tra le immagini che preferisco quelle di pagina 47, Canzone del Lupo e la successiva Coperta di stelle, molto evocative e colme di significato simbolico.
Strana, devo dire, ma forse strano non è neanche il termine corretto, è l’immagine di pagina 67, Il predatore, che raffigura due Lakota, uno che disegna, mentre l’altra, una donna, che osserva dei dinosauri forse un po’ troppo realistici, “perfetti” rispetto all’epoca storica in cui ha vissuto questa popolazione e che non credo avesse nozioni così specifiche sull’anatomia di questi antichissimi animali. Il mio cuore, però, è a pagina 69, Sette virtù Lakota (prayer, respect, compassion, honesty, generosity, humility, wisdom). Dovremmo forse prendere un po’ tutti esempio? Fino ad arrivare a illustrazioni che rappresentano dei canti, Cavallo Pazzo e il leader Nuvola Rossa.
Vagamente pop, così almeno li ho interpretati io, gli ultimi quindici disegni, in cui ho visto delle idee provocatorie sulla cultura Lakota trasformata, trasfigurata dall’invasione europea e dal diverso stile di vita introdotto dai “nuovi americani”.
Concludo dicendo che seppure al termine di questo libro artistico ci siano delle note esplicative riguardo a personaggi, situazioni o significati di alcune abitudini e azioni dei Lakota, mi sarebbe comunque piaciuto che gli fosse stato dato più spazio e che il libro avesse contenuto anche una sezione più ampia di narrazione delle leggende  (probabilmente per soddisfare una mia curiosità riguardo questa popolazione). In ogni caso, questo è un mio personale parere, a voi lettori posso solo chiedere di leggerlo, sfogliarlo, guardarlo e ammirarlo. Davvero, fatelo.Cinzia Ceriani
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