Una casa alla fine del mondo di Michael Cunningham

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Recensione

Opera dalle evidenti caratteristiche americane, Una casa alla fine del mondo racconta la storia di due amici legati da un rapporto speciale, Bobby e Jonathan, alle prese con i loro drammi interiori e, soprattutto, con l’amore in tutte le sue forme. Legami burrascosi e vicende metropolitane si intrecciano sapientemente nel romanzo di Cunningham, uno scrittore in grado di saper raccontare una storia in maniera limpida e diretta, senza lasciarsi andare in inutili decori. A tratti le vicende vengono presentate in maniera un po’ melodrammatica ma, tutto sommato, un libro coinvolgente che tiene compagnia nelle notti in cui, rannicchiati sotto le coperte, non riusciamo a prendere sonno.

Sofia Celadon

 

 

Trama

Jonathan e Bobby: sono amici inseparabili e poi confidenti e amanti nel corso di un’appassionata e difficile adolescenza a Cleveland, Ohio. La vita e il capriccio del destino li separano, per poi farli incontrare a New York solo anni più tardi. Jonathan ora vive con una donna, Clare, la sua amica più cara. Bobby si trasferisce a casa dei due e, quando comincia una relazione con la ragazza, gli equilibri sentimentali e psicologici dei tre ne vengono lentamente ma inesorabilmente sconvolti. Romanzo d’esordio dell’autore di Le ore, Una casa alla fine del mondo racconta le incertezze dell’amore e la ricerca di un nuovo equilibrio in un mondo che si sforza di non crollare sotto il peso delle convenzioni che si sfaldano. Romantico, ribelle, spregiudicato ha fatto conoscere al mondo il talento letterario di Michael Cunningham.

 

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