Le peggiori paure di Fay Weldon

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Autore: Fay Weldon
Genere: Narrativa
Prezzo: € 16,00
Prezzo ebook: € 9,99
Data pubblicazione: gennaio 2020
270 pagine circa
Editore: Fazi editore

Trama

Alexandra Ludd, attrice e donna affermata, è appena rimasta vedova. Il marito Ned, un critico teatrale molto in vista, è morto inaspettatamente a causa di un infarto nella loro bella casa di campagna, mentre lei si trovava a Londra. Fino a quel momento il rapporto tra i due sembrava felice e privo di ombre, e ora Alexandra è sconvolta, ma una serie di strani dettagli la obbliga a porsi delle domande: accenni di indizi e mezze parole nel giro di pochi giorni si concretizzano in una verità che sovverte ogni sua convinzione in quanto donna, madre e artista. Una rivelazione dopo l’altra, la protagonista giunge alla definitiva presa di coscienza: le sue amicizie erano false, tutte le sue peggiori paure avevano un fondamento, Ned aveva una vita parallela di cui lei era totalmente all’oscuro.
Un libro estremo, esagerato, sostenuto da una scrittura che si muove con sicurezza sul sottile discrimine fra tragedia e ironia e che, attimo per attimo, sembra seguire, più che costruire, il passaggio della protagonista dall’umiliazione alla vendetta.
Le peggiori paure spiazza e coinvolge il lettore, tenendolo avvinto fino all’ultima pagina in un crescendo di colpi di scena in cui la complicità e le competizioni femminili sono messe a nudo in un continuo confronto di incomunicabilità con il fragile, ambiguo universo maschile.
Il miglior romanzo di Fay Weldon, l’autrice inglese più anticonformista, irriverente, corrosiva di sempre, Le peggiori paure è una feroce riflessione sulla natura del matrimonio.

 

Fay Weldon

Fay Weldon nasce nel 1931 nel Worcester, Inghilterra, quando il suo nome allora è ancora Franklin Birkinshaw. Suo padre è un dottore e sua madre una scrittrice di fiction commerciale sotto lo pseudonimo di “Pearl Bellairs”. I suoi genitori divorziano quando lei ha cinque anni e si trasferisce in Nuova Zelanda con la nonna, la madre e la sorella. Il risultato di questa educazione tutta al femminile è il convincimento «il mondo è stato popolato grazie alle donne». Ritornata in Inghilterra con la madre, studia all’Università di St. Andrews in Scozia dove si laurea in Economia e Psicologia. Quando ha vent’anni sposa un quarantenne, dal quale avrà il suo primo figlio. Il matrimonio dura poco, nel 1962 sposa Roy Weldon e mette al mondo altri tre figli. Entra in una crisi di mezza età: «Ero triste, inadeguata, depressa e ignorante, e lo sapevo». La psicoanalisi le dà però stima in sé e trova il coraggio per iniziare a scrivere. Il suo primo romanzo The Fat Woman Joke è pubblicato nel 1967. Da allora Fay Weldon continua a proporre i suoi sarcastici espedienti narrativi sulla subalternità delle donne e sulle angherie di una società maschilista, mettendo a nudo le debolezze dell’uno e dell’altro sesso alle prese con il grigiore dell’esistenza borghese. Le donne di Weldon sono spesso figure opache, pronte a farsi ingannare, la cui cecità, le cui debolezze interiori fanno parte della rappresentazione di un’esistenza impastata di stereotipi e di ipocrisie. Del resto, Weldon ha lavorato per la televisione e, prima di affermarsi come romanziera, per la pubblicità. Il suo punto di partenza è dunque la critica di un linguaggio edulcorato e fraudolento, di cui le donne sono vittime (ma anche attive promotrici), e che si diffonde nelle soap opera televisive, nelle collane “rosa”, nei tabloid della stampa popolare, dove si possono conciliare un femminismo di pura facciata e il porno soft delle fanciulle nude in terza pagina. La strada della consapevolezza e dunque della vendetta, non è mai preclusa alle sue eroine.

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