Peredonov, il demone meschino di Fedor Sologub

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Autore: Fedor Sologub
Genere: Narrativa
Prezzo: € 18,00
Prezzo ebook: € 9,99
Data pubblicazione: novembre 2019
372 pagine circa
Editore: Fazi editore

Trama

Ottuso, volgare e superstizioso, Peredonov è un insegnante di provincia reazionario della Russia zarista, che disprezza i ginnasiali diligenti e puliti, che ama provocare con discorsi sconvenienti, diffida degli amici, teme l’autorità e si dimostra fermo sostenitore delle punizioni corporali al limite del sadismo. Ciononostante, ricchezza e successo si profilano al suo orizzonte: da Pietroburgo, la principessa Volčanskaja sembra pronta a garantirgli un avanzamento di carriera, l’agognato posto da ispettore, a patto che lui sposi Varvara, la donna con la quale già convive.
E così, tutta la vita di Peredonov si focalizza su quella nomina. Mentre lui si destreggia tra audaci pretendenti e nemici che agiscono nell’ombra, combattendo con un feroce demone che lo tormenta, le sue paure lentamente si trasformano in paranoia e poi in un’ossessione che lo trascina in un abisso visionario e grottesco, che sfocia nell’orrore di una follia distruttiva. La selvaggia lascivia e l’agghiacciante crudeltà del protagonista si intrecciano con la candida amicizia tra Saša e Ljudmila, esempi di bellezza incontaminata, che lottano per la sopravvivenza nell’ambiente meschino della società di provincia.
Definito il più perfetto romanzo russo dopo quelli di Dostoevskij, Peredonov, il demone meschino, raccontando della follia lucida dell’uomo qualunque e delle sue infinite bassezze, fa da specchio dell’esistenza umana, dove il mostruoso e il bello si riflettono con la medesima precisione.

Fedor Sologub

Pseudonimo di Fëdor Kuz’mič Teternikov, nasce in un ambiente indigente e violento e deve la sua istruzione alla nobile famiglia pietroburghese presso cui la madre lavora come domestica. Diventa insegnante di matematica e ispettore scolastico ma, tediato da questa vita, coltiva le proprie aspirazioni letterarie durante le ore notturne. Figura schiva e poeta precoce, a trent’anni arriva ad affermarsi tra i simbolisti grazie alla collaborazione con la prima rivista decadente, «Il Messaggero del Nord». Ha pubblicato sei romanzi, diversi racconti e due opere teatrali, che gli hanno procurato in patria una grande fama, elevandolo a figura di spicco della mondanità letteraria pietroburghese di inizio Novecento. Dopo la rivoluzione bolscevica, che accoglie con ostilità, e il suicidio della moglie, Sologub dedica i suoi ultimi anni di vita all’Unione degli scrittori di Leningrado, di cui ricopre altresì il ruolo di presidente.

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