Frankenstein di Mary Shelley

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Recensione

Redigere una recensione su un “classicone” come Frankenstein di Mary Shelley è superfluo. Ci si può solo limitare a scrivere se ci è piaciuto o meno e giustificare tali affermazioni. Tutt’al più, per chi ne ha la voglia e le capacità, si può cimentare in un’interpretazione critica o analitica di quest’opera. Io non arriverò a tanto, anche se mi piacerebbe. Mi fermerò alla prima opzione. E’ la seconda volta che leggo questo libro, la prima è stata in adolescenza, e se già allora lo avevo amato, ora, con questa seconda lettura, non ho fatto altro che confermare la “scintilla” nata fra me e questo romanzo. La compassione, il dolore e il desiderio di essere amato di questo “mostro” mi hanno colmato il cuore, così come la cattiveria, il pregiudizio e la “malattia” di volersi sostituire a Dio, tipica degli uomini, mi ha colpito profondamente. Non giustifico il mostro per le sue avventate azioni, ma posso comprenderlo.  Creato da un uomo megalomane che si è poi dimostrato incapace di gestire il suo operato, la sua follia. Semplicemente abbandona la sua creatura, ripudia le sue responsabilità fino alla catastrofe. Persino quando Franckenstein cerca di porre rimedio, egli rifiuta le sue responsabilità. Chi era il vero mostro, quindi, il creato o il creatore? Di chi la mano che ha seminato odio e morte? Chi dei due è il vero egoista? Come credo si è capito, è uno dei miei romnzi preferiti e ho amato immergermi di nuovo nelle sue atmosfere cupe e deliranti insieme a due grandi personaggi, entrambi in cerca di qualcosa: uno di redenzione e vendetta, l’altro d’amore e comprensione

 

 

 

Trama

Capolavoro della letteratura gotica affermatosi con rara potenza nell’immaginario collettivo, dalla sua pubblicazione nel 1818 il romanzo di Mary Shelley non ha mai smesso di eccitare la fantasia di lettori e artisti di tutto il mondo. Opera fondamentale per lo sviluppo del genere horror e di quello fantascientifico, la storia del giovane Frankenstein che riesce a dar vita a una “creatura” assemblata con parti di cadaveri colpisce ancora oggi per l’attualità delle questioni affrontate, dalla sfida dell’uomo ai limiti posti dalla natura al desiderio di poter sfuggire alla morte. In questa edizione di pregio, il mondo perturbante del romanzo trova perfetta rappresentazione nelle visioni di Lynd Ward, tra i fondatori della graphic novel statunitense, definito dallo stesso Art Spiegelman “uno dei più eminenti e completi artisti americani”: le sue tavole, straordinarie per drammaticità e forza plastica, esaltano le atmosfere e gli scenari attraverso cui si svolge la folle caccia tra Frankenstein e il mostro, fissando in maniera indelebile la grandiosa visionarietà di un’opera immortale

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