Generazione perduta di Vera Brittain

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Recensione

Quanto tempo perduto, quante vite, quante speranze e quante occasioni perse per sempre, divorate dalle enormi e spietate fauci della Grande Guerra solo per soddisfare la sete di potere di chi tirava le fila di una delle tragedie più grandi della storia europea recente. E’ indubbio che questo è un libro impegnativo, sia per la mole di pagine che e soprattutto per l’argomento, ma va letto, non solo con la testa, anche con il cuore. Ogni pagina è una stilettata, ogni fatto raccontato ogni sogno infranto tra le trincee è una goccia di veleno che penetra nella pelle e scorre nelle vene. Deve essere stato terrificante vivere in quegli anni e noi sembriamo quasi essercene dimenticati. Cosa significa partire per il fronte senza la certezza di tornare; cosa vuol dire salutare un figlio sulla porta di casa e non sapere se lo si rivedrà mai più. Quanta differenza di atteggiamento e ideali tra un ventenne del 1914 e un ventenne di oggi. Ideali smarriti nella memoria collettiva come le miglieia di uomini e donne che hanno combattuto. E che strano ritrovare la terra in cui vivo, la provincia vicentina, in una delle opere più struggenti del ‘900 inglese. E’ un romanzo straordinario, che riesce anche a ottantasei anni di distanza a entrarti dentro, a conquistarti, a farti diventare parte di esso.

 

 

 

Trama

Nel 1933 Vera Brittain pubblica ”Testament of Youth”: attraverso la propria storia, vivida e sincera, raccoglie le sue memorie e lascia come testamento ideale e come tributo a una generazione perduta, quella spazzata via dalla grande guerra, questo libro acclamato fin da subito come un classico della letteratura inglese. Nel 1914 Vera si affaccia alla giovinezza. E’ brillante, anticonformista e decisa a cambiare un destino di moglie gentile e madre paziente, diventando una delle prime donne ammesse in un selettivo college di Oxford. Con l’egocentrismo dei suoi vent’anni, inizialmente Vera considera la grande guerra soprattutto una scomoda interruzione delle proprie attività, ma la portata degli eventi che stanno travolgendo l’Europa diventa presto chiara: la devastazione non è solo materiale, ma anche psicologica e spirituale. Lasciata Oxford, Vera serve la patria a Londra, a Malta, in Francia come infermiera volontaria, mentre il fratello, il fidanzato, gli amici più cari perdono la vita nelle trincee. Sopravvivere a tutto e tornare a un nuovo genere di ”normalità” non sarà facile. Dopo una risurrezione difficile ma necessaria, divenuta scrittrice e giornalista, Vera non racconta soltanto la disillusione e il dolore, ma anche il cammino di maturazione delle idee per le quali ha combattuto tutta la vita, armata solo della sua penna: pacifismo e lotta per i diritti delle donne. Titolo originale: ”Testament of Youth” (1933, 1960).

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