Presenza oscura di Wulf Dorn

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Recensione

Ultimamente nei libri di Dorn è spuntata una vena sovrannaturale che non mi piace granché. Preferisco i thriller realistici, con situazioni verosimili, o comunque senza l’elemento ultraterreno o paranormale che porta la storia ai limiti della realtà. Vorrei tanto ritrovare l’autore che è stato in Phobia, l’ho letteralmente amato. Questo suo ultimo lavoro è  intrigante, ma credo anche che un centinaio di pagine  (circa) potevano essere risparmiate. Mi riferisco a quelle relative a “Tuta di pelle”. Non incidono in alcun modo sulla trama principale, sono solo un surplus inutile che altra funzione non hanno se non quella di allungare “il brodo”. L’idea alla base del romanzo mi è piaciuta, nonostante tutto, è intuitiva e “compassionevole”, passatemi il termine, chi ha letto o leggerà il romanzo può o potrà capire a cosa mi riferisco, qui non posso andare oltre o rischio di spoilerare. E offre buoni spunti di riflessione, pur se usuali: diamo troppo spesso la vita per scontata e non ci accorgiamo che ciò che è ordianeria amministrazione per noi, per altri invece potrebbe essere il mondo, la svolta, il tutto. I personaggi si muovono sul sottile filo che separa la realtà dal paranormale, e pongono numeroso domande su cosa c’è dopo la morte. Nikka, la protagonista, è cocciuta e forse un po’ troppo immediata, nel senso che arriva a scoprire dettagli e particolari troppo in fretta e senza basi solide su cui posare le sue ipotesi. Gli adulti, poi, si rapportano con lei come se fosse già adulta, ma in realtà ha sedici anni, e i personaggi di contorno risultano trascinati da Nikka, senza un agire loro… non so, mi ha lasciata un po’ disorientata. Per quanto riguarda Zoe, invece, l’amica scomparsa, credo che sarebbe stato interessante inserire dei flashback sul suo rapimento, dal suo punto di vista, cosa stava passando o facendo.

 

 

 

Trama

Quando Nikka, sedici anni, si risveglia dal coma in ospedale fatica a ricordare cosa sia successo. Era a una festa, questo lo ricorda, insieme alla sua amica Zoe. Ma poi? Poi, improvvisamente un blackout. Nikka ha provato l’esperienza della morte: per ventuno terribili minuti il suo cuore ha cessato di battere, ma il suo cervello ha continuato a funzionare. E Nikka ricorda un tunnel buio in cui si intravedeva una luce e ricorda che anche Zoe era con lei. E quindi rimane scioccata alla notizia che Zoe è scomparsa proprio durante la festa e che da allora manca da casa. Che sia stata uccisa? Nikka è convinta di no e appena riesce incomincia a cercarla… Ma fin dove sarà disposta a spingersi per salvare la sua migliore amica?

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