Recensione: Linea di sangue di Angela Marsons

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Io amo Kim Stone. E non è (forse) un’esagerazione.
Nonostante il suo essere aggressiva e la sua estremizzata tendenza a voler apparire come l’eroina della situazione (ovvio, visto che è la protagonista indiscussa delle serie thriller a lei dedicata, ma non si tratta solo di questo) che la fa sembrare un po’ troppo “spinta” a volte, artefatta, la detective protagonista di Linea di sangue (Newton Compton editori, pp. 381), l’ultimo romanzo, il quinto dedicato a Kim Stone, dell’autrice inglese Angela Marsons è comunque un personaggio positivo. È una donna forte e indipendente, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, criminali compresi, e che incarna un po’ il mito tutto femminista di una donna che non ha nulla da invidiare alla sua controparte maschile, sia fisicamente che intellettualmente, e che riesce a farsi strada in un ambiente lavorativo, quello poliziesco, tipicamente ostico per il “sesso debole” riuscendo a garantirsi un ruolo di comando e a farsi non solo ubbidire dai suoi sottoposti, ma anche rispettare e ammirare. Linea di sangue è un thriller che, una volta iniziato, si fatica a chiudere, complice l’intrigante componente psicologica e la battaglia psichico-emotiva giocata da Kim e dalla dottoressa Alexandra Thorne, altro indiscutibile personaggio dalla forte personalità e molto inquietante.
La dinamica degli eventi narrati è adrenalinica e carica di suspense e quando il lettore crede di aver risolto l’enigma, magari anche con una piccola arricciatura di naso pensando alla prevedibilità della storia, ecco che il finale, tutto a sorpresa, ribalta completamente la situazione. Angela Marsons è una maestra del thriller, ogni dettaglio è studiato alla perfezione, dai personaggi all’ambientazione e dalle implicazioni psicologiche alle scene meramente d’azione, confermandosi fra le autrici di genere che prediligo. Il suo stile, semplice, chiaro e conciso non lascia spazio a elementi superflui o irrilevanti, ogni parola è funzionale alla storia, il lettore non deve far altro che seguire le bricioline disseminate lungo la narrazione stando ben attento a non farsi trarre in inganno.

Cinzia Ceriani

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