Jude l’oscuro di Thomas Hardy

jude

Recensione

Romanzo audace per la sua epoca e non solo, molto più di altri, a mio parere, che sono stati tacciati di eresia e sottoposti a censura (Madame Bovary, Nanà, Il diavolo in corpo). Oggi rappresenta un buon spunto di riflessione e di confronto, o scontro, dipende dai punti di vista. In esso si legge, infatti, un chiaro attacco ai sacramenti della chiesa e ad alcuni suoi atteggiamenti ipocriti, la “snobberia” degli intellettuali nei confronti dei meno agiati ma volenterosi di acculturarsi; il progressismo delle coppie e delle famiglie e l’impossibilità il voler vivere in società come conviventi non sposati ma con prole (un’assurdità nell’Inghilterra rurale di fine Ottocento, che considerava rispettabili solo quei mariti che erano in grado di sposarsi e tenere una donna legata a sé “anche contro la sua volontà, a costo di metterla in catene“). Jude è un romantico, un ragazzo che vuole studiare ma rinuncia per le sue scarse risorse economiche che non glielo consentono; è un generoso ingenuo, che non si accorge, neppure quando è tardi, delle manipolazioni ciniche e perfide di Arabella, la sua prima moglie, e dei sotterfugi (probabilmente per sfuggire a responsabilità che non vuole affrontare) di Sue, la seconda moglie. Ma vi è anche in tutto questo, a seguito del divorzio, del tradimento, dell’abbandono del tetto coniugale, ciò che dai personaggi viene letto come una punizione, un castigo divino per il “disprezzo delle convenzioni sociali” e perché “Forse il mondo non è ancora abbastanza progredito per un esperimento come il nostro! Chi eravamo noi per pensare di agire come due pionieri?” Questo romanzo, il primo di Hardy che abbia mai letto, mi è piaciuto tantissimo: 378 pagine intense, colme, appaganti e mai noiose. Pessimismo ce n’è? Sì, ma si può benissimo comprenderne il motivo

 

 

Trama

Pubblicato inizialmente a puntate e poi in volume nel 1895, “Jude l’oscuro” fu l’ultimo romanzo di Hardy e fu stroncato senza riserve dalla critica e dal pubblico vittoriano del tempo, a tal punto che Hardy ritenne conclusa la propria carriera di romanziere. Il libro, ribattezzato dalla critica “Jude the Obscene” (Jude l’Indecente), venne inoltre bruciato pubblicamente dal vescovo di Exeter lo stesso anno. Il protagonista della storia è Jude Fawley, un giovane uomo appartenente alla classe più umile della società, il cui sogno nella vita è divenire letterato. Altri due personaggi cruciali del racconto sono la volgare prima moglie di Jude, Arabella, e Sue, la cugina di cui si innamora perdutamente. Opera cupa e pessimista, ha avuto un’efficace trasposizione cinematografica nel 1996, per la regia di Michael Winterbottom, con Christopher Eccleston e Kate Winslet nei panni di Jude e Sue.

 

 

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