Libri che… dovrebbero essere su ogni comodino

L’argomento principe dell’appuntamento settimanale con la rubrica Libri che… riguarda un gruppo di libri che, a mio personale avviso, dovrebbero stare su ogni comodino, disponibili, accessibili e consultabili in ogni momento che abbiamo a disposizione, indipendentemente da cosa si sta già leggendo, per una lettura veloce, per riempire un momento di riflessione o semplicemente per stare bene o trovare delle risposte, un consiglio.

 

UNA BIBLIOTECA DELLA LETTERATURA UNIVERSALE DI HERMAN HESSE 

IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE DI FERNANDO PESSOA 

IL PROFETA – IL GIARDINO DEL PROFETA DI KAHLIL GIBRAN 

CANTI DEGLI INDIANI D’AMERICA 

hesse

In realtà avrei dovuto includere anche altri libri alla lista (i Sonetti di Shakespeare, le poesie di Silvya Platt, le poesie di Walt Whitman e quelle di Emily Dickinson), ma ho ritenuto opportuno ridurre l’elenco a quei libri che possono dare un valore non aggiunto rispetto alle poesie, ma diverso, in cui il lettore, anche il lettore non abituale, possa ritrovarsi e rispecchiarsi nell’autore e nei suoi scritti, nei suoi pensieri e nei suoi tormenti, nelle sue considerazioni e riflessioni, positive e negative, e sugli argomenti più disparati: amore, religione, politica, libri, lettura, scrittura, matrimonio, in poche righe e senza (ahimè per alcuni lo è) l’impegno di leggere un romanzo completo. Un libro che si può assimilare a piccole dosi, a poche pagine (o poche righe) alla volta e anche in maniera non continuativa. Perché allora i canti degli indiani d’America, mi chiederete voi? Perché, nel leggerli, donano serenità, aiutano a conoscere una minuscola parte di una cultura millenaria andata quasi completamente distrutta, perché sono poesia pura, spiritualità e profondità.

Share on Facebook0Share on LinkedIn0Share on Google+0Tweet about this on Twitter

Lascia una risposta

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

2.611 Commenti di spam bloccati finora da Spam Free Wordpress