Best of books 2017

Inauguriamo questa nuova rubrica, Libri che… con i Best of del 2017.  Sono nove, e già mi sembrano tanti, ma la scelta, tra i 62 libri letti durante l’anno, è stata davvero ardua. Se dovessi inserire ogni libro che mi è piaciuto la lista sarebbe molto più lunga. Per selezionarli mi sono basata, oltre che sui miei gusti personali, sui ricordi che a distanza di tempo (magari di libri letti a gennaio o febbraio o in estate) conservo meglio, sulla trama, sui personaggi, su particolari descritti, su emozioni suscitate. Non è una classifica, non c’è un primo o secondo posto, i libri qui sotto sono tutti pari merito.

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE DI KENT HARUF

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Con questo libro ho scoperto Haruf. Con questo libro ho scoperto che gli uomini possono parlare di sesso senza essere volgari; che delicatezza, amore e egoismo vanno di pari passo e che bambini o anziani, come in questo caso, pagano sempre e comunque lo scotto delle scelte altrui. Un romanzo breve ma intenso, che mi ha coinvolto ed emozionato dalla prima all’ultima pagina.

GIULIA TOFANA. GLI AMORI, I VELENI DI ADRIANA ASSINI

Per chi mi conosce bene sa che non amo molto i romanzi storici, a meno che non si tratti di qualcosa di particolare, e sto iniziando solo ultimamente ad esplorare questo campo, ma Giulia Tofana mi è piaciuta molto. Mi ha colpito la forza di questa donna realmente esistita. Considerata una dei primi serial killer donna della storia, lei non uccideva deliberatamente, per soddisfare un suo personale impulso, ma si limitava a fornire un aiuto alle donne della sua epoca maltrattate e umiliate, un veleno che, se usato con moderazione e cognizione di causa, non  era mortale. Erano le clienti che a lei si rivolgevano a scegliere la sorte, in vita o in morte, del marito. Quindi, quella di Giulia, era furbizia o un semplice mal uso delle sue doti per mezzo di altri?

GILGI, UNA DI NOI DI IRMGARD KEUN

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Mi sono innamorata di Gilgi dalla prima all’ultima pagina, desiderando fortemente di essere come lei. Intelligente, forte, dinamica e indipendente, una moderna e bellissima giovane donna degli anni ’30- ’40 che dimostra e difende il suo essere indipendente e intraprendente, che non necessita di un uomo per essere felice, che non le serve un marito che la mantenga e si occupi di lei, non basta avere una casa e un marito di successo per sentirsi realizzati. Nonostante tutto e tutti lei è Gilgi e questo non cambierà. A chi piace è il benvenuto, gli altri… pazienza.

IL PRINCIPE DELLE OMBRE DI FRANCESCA PERSICO

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Questo è un altro genere di cui non vado matta, nel senso che mi piace leggere fantasy ma con i paranormal/ romance fantasy non vado molto a braccetto. Mi annoiano e spesso li trovo molto simili tra loro. Questo di Francesca Persico, invece, mi ha colpita molto e il merito, probabilmente, va al fatto che il romanzo ha in sé una venatura thriller, uno dei miei generi prediletti, e il finale è tutt’altro che scontato. Poche smancerie, molta azione e originalità. L’idea dei sette peccati capitali e delle quattro virtù incarnati in esseri umani è davvero intrigante.

IL GIARDINO DELLE FARFALLE DI DOT HUTCHISON

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Uno dei migliori, se non il migliore, thriller che io abbia letto quest’anno. L’ho letteralmente divorato in due giorni, non riuscivo a staccarmene. Inquietante, assurdo ai limiti della paranoia, dell’asocialità e del sadismo, ma con il pregio di non sforare nello splatter (che non sopporto). E’ vero, il finale, rispetto al resto del romanzo, è un po’ sottotono, ma è comunque un thriller stupendo, che è stato in grado di incantarmi e tutt’ora, a distanza di mesi, di lasciarmi ricordi indelebili di immagini, situazioni e personaggi. A volte ci penso ancora.

MIRADOR. IRENE NEMIROVSKY, MIA MADRE DI ELISABETH GILLE

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Partiamo dal presupposto che adoro la Némirovsky e prendiamo per partito preso che ci sono teorie discordanti riguardo questo libro, e tante critiche, in primis dalla sorella di Elisabeth, Denise, la quale ha sempre sostenuto che la biografia della madre redatta dalla sorella non sia del tutto veritiera. Ora, è chiaro che ogni figlia ha un rapporto diverso sia con la madre che con sorelle/fratelli, quindi anche la percezione del genitore cambia; è vero anche che Denise ha trascorso più tempo con la madre rispetto a Elisabeth, ma è davvero la quantità di tempo che si trascorre con una persona che ce la fa conoscere meglio di altri? O è la qualità, anche se in minor tempo insieme? Io la domanda me la porrei.

UOMINI E TOPI DI JOHN STEINBECK

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Volendo avvicinarmi a Steinbeck, di cui ancora non avevo letto nulla, avevo deciso di partire da qualcosa di poco impegnativo in fatto di numero di pagine. Risultato? Sono andata a comprarmi Furore e altre sue opere sono comparse sulla mia wishlist. Ho sofferto per Lennie, gigante fondamentalmente buono affetto da ritardo mentale, e assolutamente incapace di gestire la sua forza fisica, che si ritrova a fare il bracciante nella California degli anni ’30. Assolutamente da leggere.

FOLLIA DI PATRICK MC GRATH

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Ho “litigato” con ogni singola pagina di questo romanzo che mi ha catapultato in atmosfere gelide e pericolose, che mi ha fatto provare tante emozioni diverse, ma ho odiato Stella, per quanto sia uno splendido personaggio. Egoista fino all’osso, manipolatrice, falena senza scrupoli, debole. Depressione, mi direte voi, o per lo meno chi di voi l’ha letto prima di me, frustrazione, solitudine, senso di abbandono, ricerca continua di quel qualcosa in grado di riempire i suoi vuoti. Ma è sufficiente a giustificare  il male che ha arrecato a se stessa e agli altri? Anche Max, suo marito, ho odiato. Inetto. Codardo. Inerte davanti all’evidenza, davanti allo sfacelo della sua esistenza e della sua famiglia. Egoista tanto quanto la moglie. Un libro assolutamente unico nel suo genere.

IL CROLLO DI FRANCIS SCOTT FITZGERALD

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Lo so, lo so. Questo libro mi è stato regalato poco meno di quattro giorni fa, ma non ho resistito. Amo Fitzgerald, è uno di miei autori preferiti e sto, piano piano, collezionando tutte le sue opere. Questo breve scritto, però, è molto diverso dai suoi soliti romanzi. E’ una confessione, uno sfogo a cuore aperto su uno dei suoi periodi più difficili, quando il calo di attenzione dei lettori per le sue opere e l’inizio degli squilibri mentali della moglie Zelda lo gettano in una depressione tale da costringerlo a rifugiarsi nell’alcolismo. Uno Scott inedito si legge in queste brevissime pagine che me l’hanno fatto amare ancora di più.

 

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