La pipa di Maigret e altri racconti di Georges Simenon

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Recensione

Bè’, che dire? Di certo che preferisco Simenon sotto altre vesti letterarie. Mi è stato impossibile infatti, nel leggere questi brevi racconti che rappresentano solo una piccolissima parte dell’intera opera dedicata al commissario Maigret, confrontare questo personaggio con il detective creato, qualche decennio prima, da Conan Doyle. Rispetto ad Holmes, ho trovato Maigret certamente più moderno, meno distinto e privo di quel tipico aplomb che contraddistingue il comportamento del collega inglese. Soprattutto, non ho ritrovato quella “semina”, passatemi il termine, di indizi per arrivare al colpevole che si trova nelle storie di Holmes. Con Maigret tutto è più veloce, il lettore è meno coinvolto nell’indagine, non deve mettere insieme i vari pezzi. Mentre Holmes arriva alla soluzione del caso accompagnando passo passo il lettore, Maigret fornisce subito la soluzione finale senza gettare mai l’amo, e questo, almeno per me, non aiuta a entrare nel libro. Nei classici gialli mi piace ragionare, raccogliere e unire le varie briciole che l’autore dissemina lungo la storia. E’ un modo di confrontarmi con l’autore stesso, una sorta di sfida per vedere se riesco a capire, magari in anticipo, dove vuole andare a parare. In Maigret tale elemento mi è mancato. Chissà, forse tra le decine di racconti dedicati al detective francese ho scelto, come primo approccio, quelli sbagliati.

 

 

Trama

Ora Maigret sapeva come erano andate le cose il giorno precedente nella cappella dell’o­spe­dale. Jus­tin, che batteva i denti ed era allo stremo delle forze, aveva avuto una vera e propria crisi di nervi. La messa non poteva ritardare. Con il consenso della madre superiora, la suora sacrestana aveva preso il posto del chierichetto, che nel frattempo riceveva le cure del ca­so in sacrestia.
Erano passati dieci minuti prima che alla madre superiora venisse in mente di avvertire la polizia. Bisognava attraversare la cappella. Tutti avevano intuito che stava succedendo qualcosa.
Al commissariato di quartiere, il brigadiere di turno ci aveva messo un po’ a capire.
«Come dice?… La madre superiora?… Superiora di che?…».

 

 

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