Il mastino dei Baskerville di A. Conan Doyle

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Recensione

Sherlock Holmes è un uomo sicuro di sé e della propria intelligenza, a volte forse anche troppo, tanto da risultare in alcuni momenti addirittura arrogante; è un investigatore dalle innumerevoli risorse e, almeno a mio avviso, senza il suo fedelissimo Watson, avrebbe avuto probabilmente la metà della fama di cui gode, sia come investigatore che come personaggio letterario. Il povero Watson, infatti, e forse ancora di più in questo romanzo, viene chiamato a compiere il grosso del lavoro, lasciando Holms, almeno in apparenza, nell’ombra e dando l’impressione al lettore di “saltar fuori” solo alla fine, per risolvere il caso e godere degli onori. In realtà, e con espedienti abili per l’epoca, un po’ banali e insufficcienti al giorno d’oggi, Doyle è riuscito a costruire un Holms che lavora dietro le quinte, che segue, nelle sue indagini, passo passo non solo la presunta vittima, ma anche il suo aiutante e il colpevole. Manovrando, manipolando e interagendo in maniera passiva ma positiva con i personaggi e la trama. L’ambientazione è quella tipica dell’Inghilterra gotica della brughiera, avvolta nella nebbia e molto “mistery”, ci si potrebbe aspettare di veder sbucar fuori un famoso Jack da qualche parte. Consigliato a chi vuol conoscere le origini di un genere, il giallo, che nei decenni non ha mai smesso di annoverare appassionati e intenditori.

 

 

Trama

Sir Charles Baskerville viene trovato morto. Accanto a lui, le impronte di un cane enorme. Nel Settecento, anche un suo antenato, Sir Hugo, era stato ucciso da un mostruoso mastino nelle paludi di Dartmoor. Sulla famiglia Baskerville sembra essersi abbattuta una maledizione, e c’è un solo investigatore in grado di far luce sul mistero. Con l’aiuto del suo assistente Watson, Sherlock Holmes si avventura nelle paludi nebbiose per risolvere un caso avvincente ma decisamente complesso. Come si fa a trovare il movente di un omicidio se l’assassino è un cane che attacca con furia cieca? Chi è, in realtà, l’omicida disumano, il bestiale serial-killer? La trama moderna e attuale, l’ottima ambientazione nell’Inghilterra vittoriana e il gusto gotico di questo romanzo lo rendono un’opera straordinaria e intramontabile.

 

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