Recensione: La donna di ghiaccio di Robert Bryndza

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Quanto più grande il potere, tanto più pericoloso l’abuso
, diceva Edmund Burke, e bisogna ammettere che, dal diciottesimo secolo ad oggi, epoca in cui visse il famoso filosofo e scrittore inglese, le cose, purtroppo, non sono cambiate, anzi. E credo che mai cambieranno, neppure nella letteratura di genere. Il potere corrompe ed è corruttibile, il potere è menzogna e apparenza, e poco importa se i panni sporchi, in realtà, risiedono proprio nella casa di colui che detiene il potere, ma è importante però essere consapevoli che più alto è il piedistallo su cui ci si pone e più violento sarà l’impatto con il suolo quando si cadrà.

E’ questa una delle chiavi di lettura del thriller d’esordio di Robert Bryndza, La donna di ghiaccio
(Newton Compton, pp. 374) e che ho letteralmente divorato. Pagina dopo pagina, indizi, supposizioni e colpi di scena si susseguono con una maestria tale da lasciare il lettore con il fiato sospeso e interrogativi da  soddisfare, come in un lento e allo stesso tempo adrenalinico stillicidio.
Erika Foster è la protagonista del romanzo, una detective che all’inizio mi è parsa scialba e insicura, timorosa, quasi, ma che poi si è rivelata una donna “con gli attributi”, in grado di tenere testa ai grandi poteri, anche politici, e di saper ragionare con la sua testa, libera dai condizionamenti e rimanendo sempre fedele a se stessa, nonostante il dolore per la perdita del marito e il complicato caso di omicidio su cui si trova costretta a lavorare.
Ho apprezzato molto anche la scrittura di Bryndza, coinvolgente, stimolante e assolutamente dinamica, diretta, senza fronzoli pur senza penalizzare né i personaggi, né l’ambientazione o il filo logico della storia.
Non è facile recensire un thriller, soprattutto se è un buon thriller, perché per farlo in maniera precisa dovrei svelare dettagli sulla trama che, invece, non voglio mostrare per non togliere curiosità ai lettori, e se si elimina questo elemento…
Particolarmente accattivante, infine, ho trovato la copertina. L’immagine proposta è molto suggestiva e colpisce subito, attira.
Consigliato se in cerca di suspense.
Cinzia Ceriani
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