Lo stupore di una notte di luce di Clara Sànchez

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Recensione

Dopo cinque anni, Clara Sanchez ha dato seguito all’amatissimo e noto “Il profumo delle foglie di limone” con la pubblicazione de “Lo stupore di una notte di luce” (Garzanti, pag. 400). Mi sono avvicinata a questa sua ultima fatica, quindi, con parecchie aspettative che, devo dire, sono andate in parte deluse. Anche se ogni libro gode di vita propria, rispetto al precedente mi è sembrato che la trama de “Lo stupore di una notte di luce” sia meno avvincente e che tutto ruoti intorno a un unico, grande accadimento: il rapimento del bambino di Sandra. Un biglietto trovato nello zainetto dell’asilo, con la scritta “Dov’è Julian?”, fa capire alla donna che il figlio è in pericolo, che i reduci nazisti non si sono ancora calmati e che è necessario tornare là dove tutto è iniziato. Julian, sopravvissuto a Mauthausen, l’aveva aiutata a scoprire che i due vecchietti che l’avevano accolta come una figlia altro non erano che due crudeli nazisti e ora solo lui può conoscere chi ha scritto quel biglietto e perché, salvando il bambino. Non si discute sulla bravura dell’autrice nei precedenti romanzi, ma alcuni elementi stavolta non mi hanno convinta. La storia scorre molto lentamente e la ricchezza di particolari rallenta la lettura, sottraendo così suspence alla stessa, frenando i colpi di scena, alcuni dei quali risultano essere poco credibili perché banali o quanto meno assurdi. I personaggi sono tutti ben delineati, dai protagonisti Sandra e Julian, che si alternano nel racconto costruendo la storia, al papà del bambino, alla sua dolce e giovane compagna, a Pilar e ai vari ospiti della casa di riposo dove Julian alloggia. Il punto di forza del romanzo consiste nell’insegnamento che ci lascia: la coerenza tra le scelte fatte e il coraggio di non tradirle, rischiando fino in fondo, anche a costo della vita, pur di lottare contro il male e difendere la speranza verso il futuro di una giovane esistenza.

Lara Massignan

 

 

Trama

 È una notte stranamente luminosa. Una notte in cui il buio non può più nascondere nulla. Lo sa bene Sandra mentre guarda suo figlio che dorme accanto a lei. Ha fatto il possibile per proteggerlo. Ma nessuno è mai davvero al sicuro. Soprattutto ora che nella borsa dell’asilo ha trovato un biglietto. Poche parole che possono venire solo dal suo passato: “Dov’è Juliàn?”. All’improvviso il castello che Sandra ha costruito crolla pezzo dopo pezzo: il bambino è in pericolo. Sandra deve tornare dove tutto è iniziato. Dove ha scoperto che la verità può essere peggio di un incubo. Dove ha incontrato due vecchietti che l’hanno accolta come una figlia, ma che in realtà erano due nazisti con le mani sporche di sangue innocente, che inseguivano ancora i loro ideali crudeli e spietati. È stato Juliàn ad aiutarla a capire chi erano veramente. Lui che, sopravvissuto a Mauthausen, ha cercato di scovare quei criminali ancora in libertà. Lui ora è l’unico che può conoscere chi ha scritto quel biglietto e perché. Juliàn sa che la sua lotta non è finita, che i nazisti non si sono mai arresi. Si nascondono dietro nuovi segreti e tradimenti. Dietro minacce sempre più pericolose. E quando il figlio di Sandra viene rapito, l’uomo sente che bisogna fare qualcosa e in fretta. Perché in gioco c’è la vita di un bambino. Ma non solo. C’è una sete di giustizia che non può ancora essere messa a tacere.  

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