Dimenticare uno stronzo – Il metodo detox in tre settimane di Federica Bosco

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Recensione

Credo non ci sia da discutere, tra gli innumerevoli benefici apportati dalla lettura, sulla forte valenza terapeutica insita in tale attività. Se il libro in questione, poi, è Dimenticare uno stronzo. Il metodo detox in tre settimane, di Federica Bosco (ed. Mondadori, pag.244), assicuro alle lettrici che avranno la sensazione di trovarsi di fronte a un amico-controllore-psicoterapeuta cartaceo, capace di guidarle come un novello sergente maggiore Hartman di Full Metal Jacket, fornendo indicazioni teoriche nella prima parte (LA TEORIA) e pratiche nella seconda (IL BOOTCAMP), allo scopo di portarle a operare gesti concreti di guarigione e disintossicazione, non solo da una rovinosa storia d’amore con uno stronzo, ma anche verso un più profondo e duraturo stato di ben-essere vitale. Un libro destinato alle donne quindi, ma non contro gli uomini in generale, (che secondo un famoso cliché sarebbero tutti uguali), bensì “contro gli uomini stronzi, irrispettosi, egocentrici, infantili, mediocri, narcisisti e vigliacchi che, abilissimi nel cogliere un tuo momento di fragilità, ti dicono quello che vuoi sentirti dire, ti portano a letto un numero n di volte e poi spariscono, senza nemmeno avvertirti, lasciandoti sola a farti un sacco di domande”. L’autrice in questo libro si mette a nudo, infilando qua e là dolorosi squarci autobiografici a partire dall’infanzia. Durante la lettura si può percepirla al proprio fianco come una sorella maggiore, come l’amica del cuore, come una persona cara e importante insomma, che è lì per te, che ti stimola e ti sostiene perché, forte e conscia di avercela fatta lei, sa che anche tu, se ti impegnerai a seguire con scrupolo tutti i consigli (divisi, nella seconda parte, in “I cinque passi fondamentali”, “La mente”, “Il corpo” e “L’anima”), ce la potrai fare a ritrovare equilibrio, serenità, gioia di vivere. Il tocco letterario dell’autrice è un perfetto mix di schiettezza pratica e ironia, sostenuto da un tono deciso e affilato. Merita una sottolineatura l’originale, simpatica e accattivante impaginazione grafica, a cura di Manuela Mosseri. Un libro di rinascita, destinato non solo a chi ha sofferto per amore incappando in uno stronzo, ma anche e soprattutto a tutte quelle donne che hanno deciso di volersi bene, per prime, finalmente!

Lara Massignan

 

Trama

Smettere di pensare allo stronzo che ci ha lasciato richiede un percorso di disintossicazione, come qualsiasi altra dipendenza. I primi tempi saranno durissimi, sarai fisicamente e moralmente a terra, e socialmente impresentabile. Dovrai forzarti a fare certe cose e impedirti di farne altre. Giorno dopo giorno ti sentirai meglio, inizierai a volerti più bene, a dimenticarlo e a pensare, dopo le tre settimane di detox, che forse, in fondo, non era che il solito stronzo. Federica Bosco ha elaborato questo metodo sulla propria pelle e lo illustra con acume e brillantezza da scrittrice. Dalla mindfulness alla corsa, dalla tecnica del “superhero” alla meditazione, dal gioco del “ma è ganzissimo!” allo yoga, mettendo in atto alcune semplici ma efficaci strategie saremo in grado di interrompere il pensiero ossessivo e riprendere il controllo della nostra vita. “Ti aiuterò a cercare alternative ai comportamenti autodistruttivi, a interrompere la spirale pericolosa in cui sei caduta, a capire perché il nostro cervello si comporta come il nostro peggior nemico e a riprendere in mano la tua vita. Ma se ti aspetti pietà e compassione non è questo il posto giusto. Questo è un vero e proprio bootcamp, un centro addestramento reclute, perché la pietà non rende più forti, ma solo le facili prede del prossimo stronzo di turno. E tu sai benissimo che è arrivato il momento di voltare pagina. Perché un giorno, ripensando a questa storia, dirai a te stessa: ‘Ma davvero credevo di essere innamorata di uno così? E ho sopportato tutto questo???’. Prima o poi succederà, te lo garantisco per iscritto, dunque non è meglio accelerare il processo? Non è meglio spezzare l’incantesimo? Fanciulle, c’è una via d’uscita. Non morbida ma c’è. Dobbiamo assolutamente cambiare il nostro atteggiamento, smettere di credere alle favole, al principe azzurro, a tutte quelle minchiate dei film e dei libri (sì anche i miei!) e afferrare la vita per le palle. E stringere!”.

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