Ritrovarsi a Parigi di Gajto Gazdanov

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Recensione

E’ un romanzo che parla di una rinascita. Fisica e psicologica. Di dolore e insoddisfazione che, come un virus, infesta il corpo e l’anima e non lo abbandona fino a quando non si trova la giusta cura. Affetto, devozione, “prendersi cura di”, sostegno reciproco e incondizionato fra un uomo e una donna inizialmente estranei, ma che sono destinati a diventare l’essenza l’uno dell’altra. Intenso e spettacolare, in poche pagine, Gazdanov racchiude un intero mondo, quello di due persone, della loro personale storia, quello della guerra e del male che altri uomini possono fare ad altri uomini, indisturbati e con una semplicità estrema. Un libro che coinvolge nonostante un ritmo narrativo lento e a tratti un po’ scontato; non annoia,  anzi, infonde speranza. Quel sentimento che fa credere, anche davanti alle peggiori delle situaioni, che nulla è mai definitivamente perduto. Gazdanov è un autore sconosciuto ai più, ed è un enorme, imperdonabile peccato.

 

Trama

Dopo la morte della madre, Pierre Fauré lascia Parigi per trascorrere il mese d’agosto in Provenza da François, un vecchio amico ritrovato per caso. L’incontro con la foresta, i suoi sentieri, la sua luce, la sua immutabilità e il suo silenzio fa intuire a Pierre – un uomo semplice, contabile di una piccola impresa – l’esistenza di un regno insospettato dove il tempo, lo spazio e le sensazioni sembrano essersi immobilizzati in bilico fra sogno e realtà. Ma c’è un altro incontro ad attenderlo: è Marie, che un giorno appare sulla soglia della stanza che lo ospita, un «povero animale malato» che François ha trovato sul ciglio della strada nell’estate del 1940 e ha salvato dall’internamento in manicomio. È lei a innescare in Pierre un moto di rivolta per l’inutilità della propria vita. Contro il parere di tutti decide di portarla con sé a Parigi, dove per mesi si ostina a cercare di far uscire la giovane donna dal limbo dell’inconsapevolezza e dell’oblio nel quale è sprofondata. Solo un miracolo potrebbe salvarla. E così accade: grazie alla dedizione a alla pazienza di Pierre, Marie riuscirà a ritrovare la sua umanità, la sua memoria, il suo passato. E a uscire dall’oblio saranno in due: Pierre scoprirà il senso della vita e deciderà di ricominciare, salvato dal suo stesso miracolo.

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