Recensione Girotondo

GIROTONDO

L’infanzia, per ciascuno di noi, può rappresentare molte cose. Gli anni più belli, spensierati e felici della vita, le uscite al parco con i nonni, le vacanze con mamma e papà, le prime inseparabili amicizie, le prime nozioni da imparare a scuola, i giochi all’aria aperta e le risate. Ma può anche ritrarre un periodo difficile, costellato da insormontabili momenti di solitudine, sfregiati, dilaniati, marchiati da esperienze e situazioni cruente, troppo crudeli, insensate e assurde perché un bambino possa realmente capirne, accettarne e assimilarne i motivi. Troppo dolorosa è quella stigmate, quella piaga apertasi nell’anima e nel cuore per poter scorrere via senza conseguenze. Una brutale impronta destinata a segnare la vita di un bambino in maniera indelebile. Nulla potrà mai cancellarlo, neppure sbiadirlo. Ed è un fardello accecante che con gli anni, crescendo, diventa un incubo ricorrente, un’ossessione che guida ogni singola azione di ogni singola giornata. È per questo che Tiziana, la scontrosa psicologa tutto pepe protagonista di Girotondo, il nuovo romanzo di Marialuisa Moro, (Marialuisa Moro, pp.169, € 1,31 su Amazon) ha deciso di incentrare la sua professione sulle tematiche infantili e i problemi che affliggono i più piccoli proprio negli anni in cui per loro tutto dovrebbe essere colore, divertimento, gioia, sorrisi sinceri e abbracci, ma che invece si trasformano, nell’arco di pochi minuti, in periodi dolorosi che li consumano nel corpo e nello spirito con effetti deleteri. Bella e misteriosa, la protagonista di questo noir caratterizzato da uno stile semplice e scorrevole, attento ai dettagli e all’uso delle parole, spesso ricercate e non ripetitive, sviluppa fin da subito una spiccata e contrastante personalità che si divide su due fronti opposti di visione del mondo e delle relazioni interpersonali. Da un lato la propensione all’isolamento e alla concentrazione su se stessa e le proprie esigenze, la predilezione per una vita solitaria in un angusto appartamento di città con rare e sporadiche amicizie, pochi conoscenti e nessun compagno di vita. Dall’altro lato una professione che la immerge completamente nell’intimo delle persone e che la costringe al confronto, all’analisi interiore e allo stare, per parecchie ore al giorno, in un luogo affollato, costante crocevia di colleghi invadenti e pazienti bisognosi di cure e attenzioni. Tiziana, però, non è l’unica a vivere una vita di contrasti. A condividere la sua stessa sorte c’è un uomo che, scontato il suo debito con la società, vive abbarbicato sui monti vigilando sul cimitero del piccolo paesino e tenendo sotto scacco il sangue del suo sangue. Ma qualcosa, ad un tratto, un particolare apparentemente senza nessuna importanza, muterà il corso degli eventi e delle vite di Tiziana e del custode del cimitero, cambiandole radicalmente, ed entrambi, finalmente, troveranno il giusto sentiero da seguire. Cinzia Ceriani

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