Recensione La finestra sotto il ciliegio

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La vita non è sempre giusta. La vita ci può venire strappata in qualsiasi momento, improvvisamente e in qualsiasi modo. Velocemente e senza sofferenza oppure, al contrario, in una lenta ed estenuante agonia destinata a sconvolgere totalmente la vita non solo di chi subisce una sorte avversa ma anche dei suoi cari. Ed è in quei momenti che ci si rende davvero conto che, in fondo, l’uomo non è così invulnerabile come vuole credere, non è vero che “a me non capiterà mai.” Ognuno di noi costruisce per se stesso dei piani di vita, studio, lavoro, famiglia e, probabilmente per natura, ognuno è portato a convincersi del fatto che nulla potrà mai alterare o distruggere ciò che è stato pianificato. Ma cosa succede se, invece, un giorno ci dovessimo accorgere che non è così? Che tutto quello che abbiamo è destinato ad essere completamente stravolto e non per nostro volere? E più ci sforziamo, ci impegniamo, cerchiamo soluzioni affinché tutto proceda come vorremo, più ci sentiamo impotenti, stanchi, incapaci. In La finestra sotto il ciliegio (EdizioniSì, pp. 200, 15 €) Enza Villoni parla di quanto una malattia feroce e invalidante come la sindrome laterale amiotrofica (Sla), possa creare dolore fisico e mentale in chi ne è affetto e che viene, in periodi di tempi più o meno lunghi, annientato nel corpo e nello spirito, gettando nella disperazione chi gli sta accanto. Al dolore, poi, immenso e acuto, si aggiungono sentimenti come l’amore profondo di un marito e una padre che decidono di non abbandonare la giovanissima, e solo pochi mesi prima piena di energia, donna a cui la malattia sta togliendo ogni forma di dignità, l’altruismo e la dedizione completa, la speranza e la difesa della vita ad ogni costo. Usa un linguaggio semplice, l’autrice, intervallato da qualche espressione tipica del dialetto romano e approfitta della storia dei suoi personaggi, una vicenda realmente accaduta, per denunciare la condizione di abbandono e indifferenza da parte delle istituzioni italiane che i malati di Sla e le loro famiglie sono costretti a subire, come un’ulteriore beffa alla loro già precaria esistenza. Dolore, grande senso di umiltà e fragilità sono le componenti emotive che permeano questo commovente romanzo d’esordio che spinge il lettore, capitolo dopo capitolo, a pregare per i suoi protagonisti e per tutti i malati di Sla, e a riflettere sul reale valore della vita umana. Cinzia Ceriani

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